Italia, riforme: quando durerà la pazienza dei mercati finanziari?

Inviato da Redazione il Gio, 04/09/2014 - 10:28
Italia, riforme: quando durerà la pazienza dei mercati finanziari? Pubblichiamo alcuni estratti dal Punto mensile sui mercati di Michele De Michelis strategist di Frame asset management. Al ritorno dalle ferie estive e in vista di un autunno che si preannuncia poco tranquillo, De Michelis fa un freddo confronto tra la situazione dell'Italia e quella della Spagna. I 'cugini' iberici sono più avanti sulla strada delle riforme e vengono premiati dallo spread mentre per l'Italia il tempo delle riforme diminuisce. I mercati non possono aspettare in eterno. "Sono stato per il terzo anno consecutivo sulla Costa del Sol spagnola - è l'esordio irrituale del report di Michele De Michelis - e ho visto con i miei occhi un gran fermento di persone, ristoranti pieni, gente per strada, cosa che non accadeva due estati fa. Un articolo su 'Cinco dias', paragonabile al nostro Il Sole 24 Ore. parlava del miglior luglio turistico di sempre. Allo stesso modo le statistiche sul Pil spagnolo relativo al secondo trimestre si sono rivelate particolarmente incoraggianti facendo ben sperare per quello in corso. Rientrato in Italia per trascorrere gli ultimi giorni di vacanza in Versilia non ho fatto altro che sentire lamentele, vedere musi lunghi e preoccupati. E pensare che sulla Costa del Sol i prezzi sono molto più bassi a parità di servizio o qualità rispetto a quelli italiani. Il punto è che viviamo in un mondo in cui è molto più semplice prendere un aereo da Malpensa per andare a Malaga o Ibiza che non farsi mille chilometri in macchina per trascorrere le vacanze in una località turistica italiana, sia per la spesa che per i tempi". Che c'entra tutto questo con i mercati finanziari? Secondo De Michelis c'entra eccome, perchè poi si leggono i report delle grandi banche d'affari che evidenziano lo spread tra titoli di Stato italiani e spagnoli, "la differenza che esiste tra chi 'si rimbocca le maniche' e chi invece continua a parlare ma non fa nulla di nuovo. E non mi riferisco solo all'attuale premier italiano ma anche a coloro che lo hanno preceduto. Credo che Draghi sia stato molto chiaro in merito alle riforme che devono necessariamente essere attuate anche perchè non vedo come l'Italia possa continuare a gestire il proprio debito pubblico con un Pil in calo che non dà cenni di crescita. Cosa accadrebbe se ci fosse un'altra impennata dei tassi sul debito come quella occorsa nel 2011?. Non oso pensare cosa potrebbe accadere senza la rete di protezione della Bce". Proprio questo è, secondo lo strategist il nodo fondamentale. Draghi ha comprato del tempo anche per noi ma "il tempo per le riforme e per cambiare rotta non è infinito, così come non lo è la pazienza degli investitori internazionali". Eppure si continua a navigare sui mercati azionari e, al di là di alcune prese di beneficio e incertezze, si continua a farlo bene. "Sono felice di non essere stato smentito dai fatto quando, un mese fa, ho consigliato di comprare sugli storni e alleggerire sui rimbalzi. La temuta tempesta agostana non ha fatto capolino sui mercati finanziari. Ma ora ci aspetta un settembre pieno di interrogativi. Vorrei prendere un caffè con la cancelliera tedesca per chiederle a chi serve tutta questa austerità. Nonostante ci sia poco da stare allegri forse è proprio il differimento senza soluzione di questo mood negativo l'elemento che, impedendoci qualsivoglia tipo di rilassamento, fa sì che la grande correzione non avvenga perchè sappiamo tutti che si materializzerà proprio quando nessuno se l'aspetta più".
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