Investitori sempre più lontani dalle obbligazioni, preferite azioni e strumenti alternativi

Inviato da Redazione il Ven, 09/05/2014 - 09:57
Investitori sempre più lontani dalle obbligazioni, preferite azioni e strumenti alternativi Pubblichiamo un estratto del sondaggio RiskMonitor condotto da Allianz global investors su oltre 400 investitori istituzionali in 51 paesi. Mentre il rischio tassi di interesse tiene lontani gli investitori dal comparto obbligazionario, continueranno a essere favorite le azioni e gli strumenti alternativi di investimento. Alla ricerca di maggiori rendimenti, gli investitori istituzionali a livello globale prevedono di ridefinire l´allocazione dei loro portafogli nei prossimi 12 mesi, incrementando l´esposizione verso gli investimenti azionari e alternativi a discapito dei titoli sovrani dei mercati sviluppati. Questa è l´evidenza principale che emerge dall´ultima edizione del sondaggio RiskMonitor condotto da Allianz Global Investors: circa il 30% degli investitori intervistati ha risposto di voler incrementare l´allocazione verso i mercati azionari internazionali, mentre solo il 6% prevede di ridurre tale posizione. Anche i mercati azionari emergenti sono nella "buy list" del 25% degli intervistati, mentre l´8% prevede di ridurre la quota verso questo comparto. L´interesse degli investitori verso il mercato azionario domestico rimane positivo, sebbene inferiore, con il 21% dei rispondenti che prevede di incrementare tale esposizione ed il 15% che intende al contrario diminuirla. Più nel dettaglio, lo studio mostra come anche gli investitori istituzionali che non intendono ridurre l´allocazione verso il comparto obbligazionario probabilmente incrementeranno la quota verso i mercati azionari globali ed emergenti. Secondo Elizabeth Corley, chief financial officer di Allianz GI: "Nonostante negli ultimi due anni si sia molto parlato di «grande rotazione», i passi concreti compiuti dagli investitori istituzionali in tale direzione restano ancora limitati, per avversione al rischio o inerzia. Il nostro sondaggio suggerisce come gli investitori mostrino un interesse crescente verso gli asset rischiosi, soprattutto le azioni, e che grazie allo scenario macroeconomico più positivo intendano sfruttare il potenziale dei premi al rischio offerti dai mercati. In un contesto di tassi di interesse bassi risulta essenziale che gli investitori istituzionali definiscano una riallocazione dei portafogli verso le asset class rischiose, ed è positivo che il sondaggio confermi tale prospettiva almeno nelle intenzioni degli intervistati. Siamo fortemente convinti che oggi il maggior rischio per un investitore sia proprio non assumere alcun rischio". L´esposizione degli investitori istituzionali verso asset class alternative probabilmente aumenterà nei prossimi 12 mesi. Il 62% dei partecipanti al sondaggio ritiene infatti che gli investimenti alternativi possano adeguatamente sostituire le asset class azionarie ed obbligazionarie all´interno di un portafoglio bilanciato, e circa la metà ritiene che tali investimenti siano funzionali al contenimento della volatilità. Gli investimenti in real estate, private equity e hedge funds sono quelli che con maggiore probabilità cresceranno nel portafoglio degli investitori: rispettivamente il 18%, il 15% ed il 14% degli intervistati afferma infatti di voler incrementare l´allocazione verso questi segmenti. Gli investitori prevedono inoltre di rafforzare l´esposizione verso il nuovo comparto del debito per investimenti in infrastrutture. Gli investitori, tuttavia, riconoscono i limiti dei tradizionali strumenti per il controllo del rischio in relazione agli investimenti alternativi. In particolare, solo il 20% dei rispondenti ritiene che essi siano adeguati a misurare, valutare e gestire efficacemente i rischi posti dagli asset alternativi. Il sondaggio rivela che è soprattutto il segmento del private equity a mostrare i maggiori margini di miglioramento sotto tale profilo. Oltre la metà dei rispondenti (il 57%) ritiene che il rischio sui tassi di interesse rappresenti il principale fattore di rischio, indicandolo come minaccia "elevata o considerevole" per la performance del proprio portafoglio nei prossimi 12 mesi. In risposta, come strategia di risk management, il 65% dei partecipanti al sondaggio ricorre alla gestione della duration, il 59% menziona la diversificazione delle asset class e il 53% l´asset allocation dinamica.
COMMENTA LA NOTIZIA