Investimenti: in attesa del tapering vince il rischio

Inviato da Redazione il Mar, 09/07/2013 - 10:46
Investimenti: in attesa del tapering vince il rischio Nella conferenza stampa dello scorso 19 giugno il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha inaugurato l´era del "tapering", la riduzione graduale degli acquisti di asset. La reazione degli investitori è stata brusca e ha coinvolto sia il mercato azionario che quello obbligazionario. Per William De Vijlder, Chief investment officer Strategy and partners di BNP Paribas IP è un ulteriore conferma che non esistono più attività free risk nonchè un comportamento al quale è meglio fare l´abitudine. Nell´era della financial repression e dei tassi di interesse mantenuti artificialmente bassi - ha spiegato De Vijlder nel corso della presentazione dell´outlook semestrale - la ricerca di rendimento ha spinto gli investitori verso attività più rischiose, in ambiti di investimento dove ci si trova a disagio. Per questa ragione basta uno stormir di foglie per innescare reazioni brusche. Lo stormir di foglie del 19 giugno sono state le parole di Bernanke. Da ora in avanti qualsiasi dato macroeconomico o informazione che avvicini il tapering potrebbe innescare movimenti improvvisi. Il passaggio dalla straordinarietà delle politiche di Quantitative easing alla normalità non sarà pertanto un percorso lineare, ma caratterizzato da un elevato nervosismo. Non è facile, per gli investitori, scegliere come affrontarlo. De Vijlder vede due strade. La prima è il rifugio negli asset sicuri. Tuttavia nessun asset class è ormai davvero sicura, come dimostra la caduta di tutti i mercati dopo le parole di Bernanke. Solo il tratto breve della curva, spiega il gestore, potrebbe funzionare in tal senso ma al prezzo di avere rendimenti reali negativi. In altre parole è come se si decidesse di pagare un´assicurazione per tutelare il proprio capitale. E la si dovrà pagare almeno fino a metà 2016, quando i rendimenti reali su questa parte della curva torneranno positivi (ancora più tardi in Europa). Esclusa per ovvi motivi la strada del rifugio sicuro, De Vijlder indica quella del rischio: "Gli investitori verranno stanati dai rifugi sicuri". Nel medio termine l´azionario è destinato a fare meglio dell´obbligazionario. Tuttavia il modo in cui si investe dovrà essere diverso. La fine, graduale della situazione di straordinarietà determinata dalle politiche di Quantitative easing, riporterà in auge la valutazione del valore delle asset class. "In questo momento se analizziamo il rapporto prezzo/utili delle azioni dei principali mercati azionari, vediamo che solo negli Stati Uniti questo è superiore alla media a 10 anni. Europa e mercati emergenti sono, da questo punto di vista, da preferire.
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