Il cambio di rotta della Fed non mette in discussione l'appeal del mercato azionario europeo

Inviato da Redazione il Ven, 05/07/2013 - 10:22
Il cambio di rotta della Fed non mette in discussione l'appeal del mercato azionario europeo Di seguito pubblichiamo un´analisi sul recente andamento del mercato equity e sulle sue prospettive a cura di Graham Stuart Bishop, Equity Strategist di Exane BNP Paribas. L´esperto evidenzia che le correzioni determinate da un cambiamento di politica monetaria tendono ad essere transitorie e segnano l'inizio di una fase positiva di lungo corso sui mercati azionari. Ecco dunque che nonostante la recente sottoperformance dei titoli azionari europei rispetto a quelli americani, sul medio termine l'outlook è positivo sull'equity del Vecchio Continente che è supportato da un rialzo dei margini. Cosa pensare della recente correzione del mercato equity? La correzione registrata dai mercati azionari nei giorni scorsi è una reazione tipica dell'asset class in occasione dei cambiamenti di rotta della politica monetaria americana. Dall'analisi degli ultimi 4 cicli di stretta monetaria (1987, 1994, 1999 e 2004) emerge che sono i mercati azionari a stelle e a strisce, con un ribasso medio del 10% (movimento di ampiezza circa pari a quello attualmente registrato sui mercati), quelli a registrare un calo maggiore. L'attuale fotografia dei mercati non conferma, tuttavia, tale analisi storica dato che in questa fase, diversamente da quanto avvenuto in passato, è il mercato europeo quello che ha registrato una correzione in media più elevata dando vita alla creazione di un punto d'ingresso interessante sull'asset class. La sotto-performance è probabilmente riconducibile, da un lato, al fatto che un livello elevato dei rendimenti obbligazionari rappresenta un problema maggiore per il Vecchio Continente che per il Nuovo e, dall'altro, al fatto che i titoli azionari europei sono considerati un player globale e, dunque, più vulnerabili all'andamento degli emergenti. In linea generale va evidenziato che le correzioni determinate da un cambiamento di politica monetaria tendono ad essere transitorie e segnano l'inizio di una fase positiva di lungo corso sui mercati azionari, fase che in genere inizia dopo 4 / 12 settimane dal minimo toccato. Al di là dei dati storici, la situazione attuale presenta un appeal in più rispetto al passato dato che un tapering non coincide con una stretta monetaria e, dunque, le condizioni finanziarie resteranno accomodanti nei semestri a venire. Nonostante la recente sottoperformance dei titoli azionari europei rispetto a quelli americani, sul medio termine l'outlook è positivo sull'equity del Vecchio Continente che è supportato da un rialzo dei margini (conseguenza del calo del costo del lavoro per unità), dallo stato dei bilanci aziendali e dai livelli di valorizzazione. Una view che trova conferma nei recenti indicatori sulla crescita in Europa (PMI Manufacturing) e nei ns modelli interni (indicatore mix crescita/inflazione e indicatore sulla produttività). Quale è l'impatto di elevati rendimenti obbligazionari sulla valorizzazione del mercato azionario? Sebbene un rialzo dei rendimenti obbligazionari sia stato a volte seguito da un calo dell'equity,gli attuali livelli elevati dei rendimenti obbligazionari non avranno un impatto significativo sui titoli azionari perchè l'asset class prezza già una normalizzazione dei rendimenti. In parole povere, l'equity non ha registrato un re-rating quando i rendimenti obbligazionari sono scesi e quindi non dovrebbero registrare un de-rating quando i rendimenti obbligazionari aumentano. Dal 2003 si evidenzia, infatti, una divergenza sempre più marcata, con un massimo scarto nel 2008, tra l'andamento delle due asset class sia in zona Euro, che nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Utilizzando un approccio più scientifico, cioè scomponendo il costo dell'equity, utilizzato nel modello return on equity vs costo dell'equity per valutare il P/E del mercato azionario, nelle sue componenti (tasso free risk e premio per il rischio azionario), si evidenzia che il mercato azionario europeo non subirebbe nessun impatto negativo in termini di valorizzazione fino a un rendimento obbligazionario europeo a 10 anni al 3,25% (rendimento Bund attualmente a 1,75%) e inglese al 5% (rendimento Gilt attualmente al 2,45%). Ciò non toglie, tuttavia, che quando i rendimenti obbligazionari aumentano in modo repentino, il mercato azionario può reagire, in prima battuta, negativamente. Quale è l'impatto delle divergenze in politica monetaria sul mercato azionario? Storicamente le divergenze, di breve o di lungo corso, nella politica monetaria delle differenti aree, come si registra attualmente con la Fed in "tapering mode" vs BCE e BoE in "easing mode", hanno un impatto sia sul mercato obbligazionario che su quello azionario. Sebbene generalmente durante le fasi di correzioni riconducibili a scelte della Fed il mercato azionario evidenzia una sovra-performance, nella situazione attuale si registra la situazione opposta che ha creato un punto d'ingresso sul mercato. A tal fine, appare opportuno sfruttare quanto accaduto per aumentare l'esposizione al mercato azionario europeo su cui abbiamo una view positiva.
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