Per il 2014 puntiamo ancora sull'azionario europeo e in particolar modo su Piazza Affari

Inviato da Redazione il Mer, 20/11/2013 - 10:58
Per il 2014 puntiamo ancora sull'azionario europeo e in particolar modo su Piazza Affari Di seguito pubblichiamo il commento mensile di Armando Carcaterra, Direttore investimenti di Anima SGR. L´esperto presenta la sua visione sui mercati azionari, obbligazionari e le sue previsioni per il 2014. Carcaterra conferma anche per il prossimo anno una visione positiva sui mercati azionari, in special modo per i periferici, Italia e Spagna in primis, dell´Eurozona. La visione positiva sull´azionario italiano è accompagnata da un´analoga visione sui titoli governativi italiani. Secondo Carcaterra infatti i fondamentali ai margini stanno migliorando. Non va tuttavia sottovalutato che l´Italia continuerà ad essere messa ´alla prova´ dai mercati, in particolare sul fronte della stabilità politica del governo. Mercati azionari Siamo positivi sui mercati azionari anche per il 2014. A livello geografico l´area preferita resta l´Eurozona e nell´ambito di questa le Borse dei Paesi periferici, in particolare di Italia e Spagna. L´Eurozona, infatti, continua a beneficiare di significativi flussi di investimento in entrata, che stanno avvantaggiando in particolare le asset class più penalizzate durante la crisi degli ultimi anni, cioè paesi periferici e titoli con esposizione al mercato domestico. Diverse le motivazioni alla base della sovraperformance di queste Borse, prima fra tutte la considerazione che all´indomani della crisi del 2008 e dell´Eurozona, riteniamo che si tratti dell´area geografica con il maggior potenziale di crescita per il futuro prossimo: stabilizzazione delle condizioni macro; una politica monetaria espansiva da parte delle principali banche centrali; maggiore attenzione al tema della crescita; un giudizio più critico sull´austerity e infine la significativa sottoperformance degli ultimi anni. Per quanto riguarda il posizionamento dei nostri fondi azionari che puntano sull´Europa, a livello settoriale, si stanno privilegiando i comparti industriali/ciclici che si ritiene beneficeranno maggiormente del fattore crescita, mantenendo il sovrappeso sui finanziari. È stato ridotto il peso sui settori telecom e utilities su cui siamo più cauti dopo le ottime performance degli ultimi mesi, vista la permanenza di criticità a livello operativo e l´alta incertezza sulle stime per il 2014; infine, visto il possibile aumento dei tassi d´interesse e la recente svalutazione delle valute nei Paesi Emergenti, la posizione è di sottopeso sul settore dei consumi non discrezionali. Per quanto riguarda i potenziali rischi all´orizzonte nei prossimi mesi, l´avvio del tapering da parte della Federal Reserve, rinviato probabilmente ai primi mesi del 2014 e gli effetti della nuova regolamentazione europea sul settore bancario. Visione sull´Italia Per quanto riguarda il mercato azionario italiano, una serie di ragioni ci inducono a essere positivi per le prospettive di medio periodo. In primo luogo, Piazza Affari ha premiato la conferma parlamentare del Governo Letta, che ha scongiurato un imminente ricorso alle urne con tutte le incertezze che questo avrebbe comportato; la stabilità politica ha consentito al mercato azionario di estendere i guadagni portandosi sui massimi dell´anno. In secondo luogo, anche a livello macro, in Italia trovano conferma i primi timidi segnali di stabilizzazione, con la produzione industriale che già da tempo non perde più terreno. Ma soprattutto, da alcuni mesi, gli indici relativi alla fiducia di imprese e famiglie sono tornati in territorio espansivo; pertanto, nonostante il gap ancora presente con i dati reali che restano deboli, si rafforza la nostra idea relativa a un sostanziale superamento della recessione tra la fine di questo trimestre e il primo del 2014, confidando anche in un maggiore respiro di tipo fiscale. A livello settoriale, nei portafogli dei nostri fondi che puntano sull´equity Italia, crediamo che ciclici e finanziari rappresentino i comparti meglio posizionati per beneficiare del termine della recessione; per gli industriali, in particolare, un certo beneficio potrà derivare dal calo delle materie prime con conseguente miglioramento dei margini. Mercati obbligazionari Sui titoli governativi italiani continuiamo ad essere positivi in quanto i fondamentali ai margini stanno migliorando, ma non va sottovalutato che l´Italia continuerà ad essere messa ´alla prova´ dai mercati, in particolare sul fronte della stabilità politica del governo. Sui nostri fondi obbligazionari abbiamo un modesto sovrappeso sull´Italia, con una preferenza per la curva oltre 3-7 anni. Per quanto riguarda l´asset class degli high yield, nel mese di ottobre, il driver più significativo è stato rappresentato dalle notizie riguardati gli afflussi record nei Fondi High yield americani. Ciò ha preparato il mercato ad un sentiment decisamente più costruttivo per gli ultimi mesi dell´anno.
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