I mercati azionari: occhio alla periferia per cavalcare l´onda della liquidità

Inviato da Redazione il Lun, 20/05/2013 - 11:20
I mercati azionari: occhio alla periferia per cavalcare l´onda della liquidità Di seguito pubblichiamo il commento mensile sul mercato obbligazionario e azionario di Anima Sgr. Gli esperti della società di gestione evidenziano come l´intervento della Bank of Japan, il Quantitative easing americano e il taglio dei tassi della Banca Centrale Europea sostengano i prezzi di tutte le principali classi di attività finanziarie. Un trend da seguire dunque, anche considerando che lo scenario macroeconomico offre una prevalenza di indicazioni positive. Nello specifico, per quel che riguarda il Vecchio Continente i principali indicatori economici supportano un miglioramento dello scenario nell´arco del 2013. In un contesto che dovrebbe essere segnato da una crescita a macchia di leopardo in Europa, la Germania dovrebbe mostrare segnali di crescita più evidenti. Seguita tuttavia da altri Paesi, fra cui l´Italia. Il contesto attuale non cambia la nostra visione positiva sull´azionario che possibilmente si rinforza alla luce delle già descritte manovre di politica monetaria espansive, del raggiungimento di nuovi massimi dei listini americani e della moderata riduzione di incertezza in Europa ed in particolare in Italia. Da segnalare la caduta del settore delle materie prime, la cui ascesa era legata alla caccia al rendimento e che erano e restano sottopesate nei nostri portafogli. Europa: stabilizzazione in vista Continua il progressivo miglioramento della situazione finanziaria dell´Eurozona. Si conferma la mancanza di una reale alternativa all´investimento azionario in presenza di tassi di interesse su livelli estremamente bassi, fattore che alimenta la Great rotation dal reddito fisso verso l´investimento azionario. Emerge tuttavia un quadro macroeconomico che sposta in avanti le attese di graduale ripresa, con un primo semestre dell´anno debole. La dinamica degli utili, in peggioramento nel primo semestre del 2013, si conferma di scarso supporto, manca pertanto il sostegno dei fondamentali microeconomici ad alimentare il rialzo dei mercati. Si registra un effetto liquidità, più che altro nel rialzo dei prezzi, ma non degli utili attesi. Negli ultimi dodici mesi a fronte di un rialzo dello Stoxx 600 di circa il 20% la dinamica degli utili attesi ha continuato ad essere negativa. Italia: fischio d´inizio Il faticoso raggiungimento di un´intesa politica per la formazione di un Governo di larghe intese toglie un rilevante fattore di incertezza sulla situazione politica (ed economica) italiana. Sebbene si dovrà valutare la capacità del governo di agire concretamente sul fronte economico e delle riforme, è comunque molto positivo che siano terminati quattro mesi di quasi immobilismo tra campagna elettorale e stallo post-elettorale. A livello macro la situazione italiana non mostra ancora particolari segnali di miglioramento. È infatti peggiore delle attese il dato sul Pil del quarto trimestre del 2012. La difficile situazione politica ha inciso sulla fiducia delle imprese, limitandone la propensione già scarsa agli investimenti e spostando la stabilizzazione del ciclo economico più avanti nel tempo. Confermiamo comunque la view positiva, anche auspicando nella capacità del nuovo governo di dare un certo respiro a imprese e famiglie, avviando un sostanziale superamento della pesante recessione sul finire del 2013. Soprattutto dovrà mostrarsi credibile nel proseguire il percorso di riforme lentamente avviato e nel rispetto degli impegni presi con l´Europa. Riteniamo che il mercato italiano abbia margini di apprezzamento in base a valutazioni attraenti, stabilizzazione dello spread e scarsa presenza nei portafogli degli investitori esteri. Rimane ancora debole la dinamica dei prestiti a causa dell´attuale fase del ciclo economico e dell´inasprimento dei criteri di erogazione del credito. L´atteso intervento sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione potrà in prospettiva alleviare lo stress finanziario delle piccole-medie imprese, ma costo del finanziamento delle aziende italiane rimane ancora elevato rispetto ai concorrenti europei. Usa: listini sui massimi e disoccupazione in calo L´indice del mercato americano S&P500 ha sorpassato i massimi che aveva toccato ad ottobre del 2007, anche sospinto dal tasso sulla disoccupazione, sceso al 7,5%, il livello più basso dal dicembre del 2008 (e lontanissimo dal 12,1% dell´area Euro). Quasi conclusa la pubblicazione dei risultati trimestrali, con utili in media in linea o migliori delle attese, mentre per quel che riguarda il fatturato ci sono dei segnali più contrastati. Il portafoglio privilegia i settori tecnologico, dei consumi ciclici e farmaceutico, che mostrano un buon rapporto tra crescita degli utili e valutazioni. Giappone: scende in campo la BoJ Ormai da settimane l´intervento della Bank of Japan ha portato positività sul Giappone. La BoJ acquisterà titoli di Stato domestici per un importo stimato pari al 120% delle emissioni previste per il 2013 e 2014 e così spingerà i grandi investitori istituzionali, maggiori detentori di titoli di Stato, a spostare l´asset al location verso obbligazioni societarie, mercato immobiliare, azioni e titoli esteri. Il più grande fondo pensione giapponese, il GPIF (1100 miliardi di dollari di AUM) ha ad esempio calcolato che con il 2% di inflazione l´allocazione azionaria andrebbe da 11% a 18%. Oltre a far ripartire i consumi, l´obiettivo di inflazione positiva avrà anche l´effetto di stimolare la ripresa degli investimenti in attività produttive, azioni comprese.
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