I mercati azionari mostrano i muscoli grazie a valutazioni interessanti e alle misure di allentamento quantitativo

Inviato da Redazione il Gio, 16/05/2013 - 10:49
I mercati azionari mostrano i muscoli grazie a valutazioni interessanti e alle misure di allentamento quantitativo Di seguito pubblichiamo il commento economico e di mercato mensile di Mark Burgess, Chief Investment Officer di Threadneedle. Nel tracciare la strategia di investimento per il mese di maggio, l´esperto evidenzia come lo sviluppo economico più significativo del 2013 sia la della politica economica in Giappone. Pur evidenziando come permangano delle questioni strutturali ancora da superare, l´economista evidenzia come la determinazione con cui il Sol Levante ha implementato le misure di allentamento monetario della BoJ porti a degli effetti sostanziali per quanto riguarda le prospettive di crescita. La società di gestione ha attese di crescita del Pil 2013 e 2014 positive anche per Stati Uniti e Inghilterra. Più deboli le prospettive per l´Eurozona, con l´area euro che dovrebbe tornare a crescere solo dal prossimo anno. Senza alcun dubbio, lo sviluppo economico più significativo del 2013 è stata la trasformazione della politica economica in Giappone. Le autorità hanno pianificato una massiccia iniezione monetaria, unitamente a stimoli fiscali e altre riforme volte a incoraggiare la crescita. A differenza dei tentativi messi in atto precedentemente dai giapponesi per uscire dalla deflazione, la portata del pacchetto e la determinazione con cui è stato implementato hanno sorpreso quasi tutti gli osservatori. Chiaramente permangono questioni strutturali tuttora non superate, ma gli effetti del pacchetto, unitamente a una valuta, lo yen, molto più debole e all'imposta sui consumi prevista per il prossimo anno, che dovrebbe anticipare la spesa, potrebbero essere sostanziali. Prevediamo un PIL dell'1,5% sia per quest'anno che per il prossimo, entrambi i dati di poco superiori alle previsioni di consensus. Negli USA, intravediamo una crescita ragionevole, nonostante l'inasprimento della politica fiscale, poichè l'economia sembra aver accumulato uno slancio utile. A seguito delle recenti revisioni, quest'anno l'occupazione sembra mostrare una crescita costante e il mercato immobiliare continua a evidenziare una solida ripresa. Ci aspettiamo un PIL del 2,0% nel 2013 e un ulteriore rialzo al 2,5% nel 2014. L'attività economica della Zona euro permane debolissima a causa dell'austerità fiscale e delle restrizioni al credito. Il recente indebolimento dell'attività francese è motivo di crescente preoccupazione e mostra che i problemi della regione non sono confinati ai soli paesi della periferia. Anche la Germania si dimostra un fattore meno positivo che in passato e soffre dell'apprezzamento dell'euro rispetto a competitori importanti. Ci attendiamo un calo del PIL della Zona euro dello 0,5% per l'anno in corso, seguito da un recupero della crescita per lo 0,5% nel 2014. Il Regno Unito è appena riuscito a conseguire una crescita positiva nel 1º trimestre e manteniamo la nostra previsione per un aumento dell'1,0% del PIL per tutto l'anno. La debolezza della Zona euro ha colpito la bilancia commerciale del Regno Unito; tuttavia, dati discretamente sorprendenti sulla crescita dell'occupazione, il calo del prezzo del petrolio e gli stimoli di bilancio del Cancelliere britannico al mercato immobiliare dovrebbero aiutare i consumi. Ci aspettiamo per il prossimo anno un'espansione dell'1,5%. Le nostre previsioni di ripresa economica globale rallentata ci hanno condotto a privilegiare società di qualità, con buoni rendimenti da dividendi, nei settori più difensivi. Questa strategia si è rivelata positiva e, di conseguenza, le aziende con questi profili sono divenute piuttosto costose relativamente ad altri settori. Continuiamo a prediligere questo ampio posizionamento, anche se abbiamo avuto cura di aggiungere selettivamente i titoli più ciclici, che hanno sottoperformato, dal momento che ricerchiamo valore. I mercati azionari hanno continuato a mostrare una buona resilienza, nonostante una stagione mediocre per gli utili societari e il rallentamento delle economie. Riteniamo che questo sia dovuto al fatto che i mercati continuano a evidenziare livelli di valutazioni relativamente interessanti e all'impatto delle misure globali di allentamento quantitativo. Questo rende gli investimenti a basso rischio sempre meno interessanti e spinge la liquidità verso altri attivi. Riteniamo che sia giusto rimanere al di sopra del benchmark con i titoli azionari finchè le valutazioni permangono soddisfacenti, le economie mostrano un certo recupero e l'allentamento monetario continua. D'altro canto, i titoli di Stato si sono mossi verso rendimenti tutt´altro che interessanti e abbiamo sottopesato le posizioni. Ad un certo punto, i rendimenti aumenteranno, ma potrebbe non essere una cosa imminente dal momento che le banche centrali si sforzeranno per mantenere bassi i rendimenti, così da incoraggiare la crescita. Continuiamo a ritenere che i titoli di debito societari e dei mercati emergenti offrano più valore. Queste classi di attivi godono di solidi fondamentali e di ingenti afflussi, dal momento che gli investitori ricercano rendimenti superiori.
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