Giappone: scenario macroeconomico e prospettive del mercato finanziario

Inviato da Redazione il Mer, 07/08/2013 - 12:12
Giappone: scenario macroeconomico e prospettive del mercato finanziario Di seguito pubblichiamo l´ultima analisi di Corrado Caironi, Investment Strategist di R&CA Ricercaefinanza.it. L´esperto prende in esame lo scenario macroeconomico e le prospettive del mercato finanziario del Giappone. A suo avviso le attuali scelte politiche in Giappone pongono le basi per una correlazione più stretta tra il mercato finanziario statunitense e quello giapponese: attese di rialzo dei tassi reali e dei rendimenti obbligazionari americani potrebbero condizionarne il trend. In questo contesto, dal punto di vista delle valutazioni il mercato azionario al momento sembra prezzato correttamente mentre la percezione di una riduzione dei tassi di interesse reali è sempre più concreta Le avvisaglie per un nuovo scenario sono già in atto: le azioni del Governo e della BoJ si dimostrano al momento in grado di fornire un supporto ai cambiamenti strutturali richiesti dalla necessità di una crescita economica più solida, facendo perno in questa prima fase sulle esportazioni favorite dalla svalutazione dello yen per giungere ad una progressiva crescita domestica nei prossimi trimestri. Nel mercato immobiliare, i tassi di interesse dei mutui per l'acquisto di immobili sono in aumento (dal 2 al 3% in pochi mesi per un mutuo a scadenza ultraventennale) e in tale contesto non si escludono possibili richieste di aumenti salariali a fronte di un rialzo dei prezzi dei beni di consumo, anche se la vera scommessa è comunque legata ai consumi interni. L'esperienza storica delle svalutazioni competitive ha dimostrato che l'ossigeno prodotto dalla debolezza dei tassi di cambio ha una durata relativamente breve e uno svantaggio sui prezzi delle importazioni. Nel caso del Giappone, questo porterebbe acqua al mulino della creazione di inflazione, vista la quantità ancora elevata di energia che il Paese è costretto ad importare dopo il disastro nucleare del marzo 2011 e la conseguente riduzione di competitività. Ecco perchè il Governo vuole cavalcare al più presto questa fase positiva e sfruttare lo slancio di fiducia interno. Dal punto di vista delle valutazioni, il mercato azionario al momento sembra prezzato correttamente mentre la percezione di una riduzione dei tassi di interesse reali è sempre più concreta. La posizione strategica sembra maggiormente legata alle prospettive di crescita economica nel medio termine che ad un ulteriore scatto in avanti degli utili aziendali. Se il buon esito delle strategie governative e della BoJ può tradursi in un rischio per la classe di attivo obbligazionaria, un'ulteriore rivalutazione degli asset azionari è invece maggiormente plausibile attraverso un'espansione dei multipli: se i più ottimisti sostengono che dati positivi di crescita nei prossimi mesi possano provocare un ulteriore travaso da bond a equity (con l'indice Nikkei destinato a salire sopra i massimi di maggio), i pessimisti segnalano che la performance del 55% fatta registrare dall'indice ad un anno è già la migliore al mondo e che pertanto un movimento laterale e di consolidamento potrebbe essere maggiormente comprensibile in previsione di rendimenti e tassi di interesse crescenti. Riguardo alla posizione tattica non sembra ci siano preoccupazioni di breve termine: i risparmiatori giapponesi sono i meno esposti al proprio mercato azionario (con un possesso inferiore al 20%); aldilà degli investitori stranieri, i soli interessati all'azionario domestico sono gli operatori istituzionali che faranno tendenza in base alle loro scelte di bilanciamento del portafoglio a contrasto delle possibili perdite nella parte obbligazionaria. Le attuali scelte politiche in Giappone pongono le basi per una correlazione più stretta tra il mercato finanziario statunitense e quello giapponese: attese di rialzo dei tassi reali e dei rendimenti obbligazionari americani potrebbero condizionarne il trend.
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