Giappone: le opportunità di investimento non sono ancora finite

Inviato da Redazione il Gio, 06/06/2013 - 10:47
I recenti scivoloni della Borsa giapponese e il recupero di valore dello yen nei confronti del dollaro Usa sono stati interpretati come un segnale di sfiducia nei confronti del terzo pilastro dell´Abenomics. La politica varata da governo e Bank of Japan fatta di espansione monetaria, stimoli fiscali e riforme strutturali è stata giudicata troppo debole sull´ultimo dei tre punti. Secondo molti analisti la timidezza del piano di riforme presentato dal primo ministro Shinzo Abe sarebbe legata al prossimo appuntamento elettorale. A luglio i giapponesi sono chiamati a rinnovare la Camera alta del Parlamento. In sostanza Abe non avrebbe avuto mani abbastanza libere per osare di più, a differenza del numero uno della BoJ Haruhiko Kuroda e sarebbe stato rimandato ma non bocciato. In tal senso il ribasso dell´indice Nikkey, per quanto deciso e violento, sarebbe un ritracciamento dopo un rally che da metà novembre 2012 ha portato a una performance dell´80 per cento circa. Nonostante la discesa l´indice conserva un guadagno del 24% da inizio anno e buone potenzialità per il futuro. Ernst Glanzmann, gestore del JB Japan Stock Fund di Swiss & Global Asset Management basa la sua visione positiva su tre presupposti: politiche economiche solide in Giappone, costante crescita in buona parte del mondo e prolungarsi della debolezza dello yen: "Con tutta probabilità le stime degli utili saranno gradualmente riviste al rialzo, a testimonianza di un mercato azionario sano". La salute delle società giapponesi è stata costruita nel corso della crisi iniziata nel 2007-2008. "Le aziende giapponesi - spiega Glanzmann - hanno dovuto fare i conti con un apprezzamento dello yen del 60% sul dollaro Usa, con il disastro di Fukushima e le inondazioni del 2011 durante la stagione dei monsoni in Thailandia. I manager delle società hanno implementato misure vigorose per mantenere la competitività in questo difficile contesto e hanno continuato a espandersi oltreoceano. Tuttavia, una moneta costantemente forte aveva mascherato il miglioramento dell´efficienza operativa. Di conseguenza il mercato azionario giapponese era rimasto piatto". E´ questa efficienza operativa che ora il Giappone e le sue società possono sfruttare a proprio vantaggio, sostenute dalla politica varata dal governo Abe e dalla conseguente svalutazione dello yen: "Secondo la nostra analisi gli utili netti delle società dell´Msci Giappone dovrebbero raddoppiare nei prossimi tre anni. Il 60% circa di tale incremento si realizzerà probabilmente in quest´anno finanziario e il restante 40% negli esercizi 2014 e 2015. Le aziende che contribuiranno maggiormente saranno quelle impegnate nell´assemblaggio di automobili e quelle che producono componenti. Inoltre i produttori di elettricità dovrebbero iniziale a generare utili significativi entro marzo 2016, abbandonando la situazione di pesanti perdite provocata dalla catastrofe di Fukushima. Analogamente, misure più rigorose volte a migliorare la redditività dovrebbero consentire al più debole settore dell'elettronica di consumo di tornare in attivo entro poco tempo. Dopo un grosso salto nel presente anno finanziario, gli utili netti delle società dovrebbero poi continuare a crescere del 15% l'anno fino alla fine del marzo 2016. Questo tasso di crescita regge bene il confronto con altri mercati sviluppati, dove è attesa una crescita del 10% l'anno".Progressi che saranno sostenuti dalle riforme strutturali: "accordi di libero scambio, riconoscimento di zone economiche speciali, tagli alle imposte sulle imprese, deregolamentazione sui settori dell'agricoltura e della sanità, revisione della politica energetica e misure per aumentare l'occupazione femminile.Anche se gli accordi di libero scambio esporranno ulteriormente le aziende giapponesi alla competizione globale, questo dovrebbe essere più che compensato dai vantaggi. Le società più forti dovrebbero beneficiare non solo delle minori barriere commerciali ma anche del consolidamento industriale".
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