Giappone: l´indebolimento dello yen è favorevole per le aziende italiane?

Inviato da Redazione il Mar, 09/04/2013 - 11:46
Giappone: l´indebolimento dello yen è favorevole per le aziende italiane? Il Giappone è stato finora uno dei temi più caldi del primo trimestre del 2013. A catalizzare l´attenzione degli investitori internazionali è stato il cambio di strategia della Banca centrale nipponica annunciata dal nuovo Primo ministro Shinzo Abe, con la ferma volontà del capo del Governo di imprimere un netto punto di rottura rispetto al passato. In quest´ottica la BoJ ha annunciato un corposo piano di allentamento monetario volto ad indebolire lo yen e a favorire le esportazioni delle aziende del Sol Levante. L´effetto di questo cambio di strategia si è tradotto con un marcato apprezzamento del mercato azionario, con il Nikkei 225 che da inizio hanno ha visto le proprie quotazioni salire di quasi 27 punti percentuali su valori scambiati l´ultima volta a metà agosto del 2008. Contestualmente lo yen ha perso oltre 13 punti percentuali del proprio valore nei confronti dell´euro e quasi 15 contro il dollaro americano. Quello che per gli investitori potrebbero non aver chiaro sono gli effetti che queste modifiche di politica monetaria avrebbero anche sulle aziende italiane. In quest´ottica risulta interessante un recente studio elaborato dagli analisti di Intermonte. Gli esperti del broker hanno infatti aggiornato le loro stime in base all´esposizione delle società tricolori allo yen, modificandole in base ai valori che la moneta giapponese potrebbe assumere da qui al 2014. Le proiezioni non sono state compiute per l´esercizio 2013 in quanto le società potrebbero aver avviato strategie di copertura. Fermo restando che allo stato attuale delle cose ci sono poche aziende italiane che hanno un´esposizione diretta al mercato giapponese in termini di percentuale di fatturato, l'analisi prende in considerazione le possibili dinamiche in termini di prezzi e volumi che le società potrebbero adottare per compensare lo sfavorevole effetto cambio. Molte di queste aziende fanno peraltro parte di un solo comparto, simbolo globale del Made in Italy: il lusso. Le società analizzate da Intermonte sono state: Luxottica, Tod´s, Stm, Ferragamo, Brunello Cucinelli, Saes Getters, Yoox, Datalogic, Poltrona Frau e Recordati. Non va tuttavia dimenticato che il discorso potrebbe essere esteso anche ad altre realtà. "Ci sono alcune aziende che non dispongono di un´esposizione di vendita diretta verso il Giappone ma che potrebbero patire uno svantaggio competitivo a causa di una moneta nipponica più debole", rimarcano nella loro analisi gli esperti citando in quest´ottica i casi di Fiat, specificatamente per quel che concerne le vendite di Chrysler negli Stati Uniti, Piaggio, che potrebbe pagare una maggiore pressione competitiva in Asia e India da parte dei competitor giapponesi, e, in misura molto minore, Fiat Industrial nel settore della costruzione. I risvolti negativi si potrebbero peraltro manifestare anche in un peggioramento del mix clienti. E´ il caso di Brembo, con il gruppo bergamasco che potrebbe veder salire il numero dei clienti giapponesi e scendere quelli europei. Prendendo tuttavia in considerazione solo le stime delle società analizzate e confrontando queste previsioni in base al livello delle quotazioni dello yen, ecco che Ferragamo, miglior titolo in Borsa in questo scorcio di 2013 tra quelli presi in esame con una performance di circa 30 punti percentuali, sarebbe quella a pagare maggiormente dazio a una perdita di valore della moneta nipponica. Se infatti le stime per il 2014 basate su un tasso di cambio a 110 vedono l´utile per azione a 0,84 euro, un cross a 125 causerebbe una flessione del 5% dell´Eps 2014 a 0,80 euro. Ferragamo fattura circa il 12% dei propri ricavi in Giappone. Sorte analoga anche per Stm. Il gruppo italo-francese ottiene il 10% dei ricavi nel Sol Levante, con un impatto negativo sull´Eps che si aggirerebbe nell´ordine del 4,5% (con l´Eps che passerebbe da 0,54 a 0,50 euro) in caso di una stabilizzazione in area 125 del cross. Segno meno anche per tutte le altre società analizzate: -1,1% per l´Eps di Luxottica, -2% per quello di Tod´s, -1,5% per Brunello Cucinelli, -2,2% per Saes Getters, -1,9% per Yook e -1,5% per Poltrona Frau. Unica voce fuori dal coro sarebbe invece Recordati. Il gruppo milanese sarebbe infatti un beneficiario di uno yen più debole, questo nonostante la società non abbia nessuna esposizione sul suo fatturato al Giappione. In caso di un consolidamento dell´euro nei confronti dello yen in area 125, Recordati vedrebbe salire del 2,5% le stime del proprio Eps. Le proiezioni per il 2014 verrebbero infatti alzate dai 0,68 euro preventivati con un cross in area 110 a 0,70 euro. Il motivo? L´impatto positivo sul fronte dei costi: Recordati acquista alcuni farmaci, come il Pitavastatine e il Silodosina, in Giappone. Una riduzione del valore della moneta del Sol Levante porterebbe dunque a una contestuale riduzione dei costi di approvvigionamento di alcune voci di spesa. Riccardo Designori
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