Francia: sfida a Bruxelles e Draghi mentre sui mercati parte l´attesa correzione

Inviato da Redazione il Gio, 02/10/2014 - 10:36
Francia: sfida a Bruxelles e Draghi mentre sui mercati parte l´attesa correzione L´avvio a marcia indietro dei mercati europei dopo una seduta di forti ribassi a Wall Street (S&P500 -1,32%, Dow Jones Industrial -1,4%) ha risvegliato il timore che le Borse, dopo cinque anni di rally, siano in procinto di imbarcarsi per una decisa correzione. Anche perchè i principali protagonisti sul palcoscenico economico-finanziario degli ultimi anni stanno cambiando maschera. "La Federal Reserve - spiega in un report Michael Hewson, chief market analyst per CMC Markets UK - metterà fine questo mese al suo programma di Quantitative easing e la Banca centrale europea molto difficilmente riuscirà a colmare il vuoto lasciato dalla prima. Il tutto in un contesto economico globale che sembra rallentare". Parole che sembrano quasi un richiamo per Mario Draghi e per la Bce che terrà oggi la riunione di politica monetaria a Napoli. La quale non porterà novità, secondo il consensus, ma solo la definizione delle manovre di Quantitative easing annunciate a settembre: l´acquisto di Abs e Covered bond. Secondo indiscrezioni potrebbero essere presi in considerazione anche strumenti emessi da banche greche e cipriote, il cui rating non raggiunge tuttavia le tre ´B´ minime richieste. Si renderà pertanto necessario un adeguamento delle regole. "Una mossa controversa che porterebbe la Banca centrale europea ben oltre le regole attuali del suo mandato e farebbe correre il rischio di trasformarla in una ´bad bank´ esponendo i contribuenti europei a perdite significative se qualcuno di questi prestiti andasse perso". La Germania ovviamente si opporrebbe con forza all´acquisto di asset di qualità dubbia rischiando un aumento delle frizioni con il resto del Vecchio continente: "Potrebbe trovarsi ancora più isolata visto anche che la Francia ha reso noto che intende rimandare l´obiettivo di riduzione del rapporto deficit/Pil al 3% al 2017". Secondo Hewson sarebbe comunque troppo poco a fronte degli ultimi dati macroeconomici resi noti in Eurozona. "La flessione dell´indice Pmi manifatturiero registrata ieri in Germania ha aumentato le pressioni e le aspettative che la Bce possa prendere ulteriori misure di allentamento delle condizioni del credito nella riunione di oggi". Draghi dovrà tuttavia tenere conto anche di un altro elemento. La decisione francese non va solo in direzione contraria alle regole del ´fiscal compact´ ma anche contro le stesse parole del governatore che ha recentemente sollecitato i governi "ad agire con decisione sulle riforme strutturali senza cancellare i progressi fatti dal punti di vista del consolidamento fiscale". "Sarà interessante - conclude Hewson nella sua analisi - vedere come si comporterà il governatore della Bce di fronte a questa nuova sfida". Alessandro Piu
COMMENTA LA NOTIZIA