Fed e Bce al bivio, le strade divergono

Inviato da Redazione il Ven, 01/11/2013 - 11:55
Fed e Bce al bivio, le strade divergono Che le strade di Fed e Bce fossero destinate a divergere era cosa nota, che il bivio potesse essere dietro l´angolo era meno scontato, almeno fino a due giorni fa. Il comunicato di chiusura del meeting della Federal Reserve di mercoledì e i dati di inflazione e disoccupazione nel Vecchio continente hanno sparigliato le carte. E messo sotto pressione le convinzioni dei mercati finanziari. I quali navigavano tranquilli, addirittura in molti casi rinnovando su base giornaliera i massimi storici. Il carburante per la prosecuzione del rally era fornito dall´allontanarsi dell´avvio del tapering Fed nel tempo, giustificato a sua volta da alcune incertezze emerse nei dati macroeconomici americani e dagli effetti negativi del prolungato shutdown sull´economia a Stelle e strisce. Un buon flusso di trimestrali contribuiva alla spinta. Tuttavia mercoledì la Federal Reserve ha assunto nel comunicato una posizione neutrale. Non ha detto tapering sì, nè ha detto tapering no e per chi si attendeva almeno un leggero sbilanciamento sulla seconda opzione un po´ di delusione c´è stata. Ieri, peraltro, il dato Pmi regionale di Chicago è andato decisamente oltre le aspettative, caricando di importanza l´Ism manifatturiero che verrà reso noto oggi alle 15:00. Il dato di ottobre, atteso dal consensus in riduzione a 55 punti dai 56,2 di settembre, sarebbe comunque indicativo di un´economia in espansione. Scenario diverso nell´Eurozona che potrebbe avere una preoccupazione in più, la deflazione. Il dato preliminare sull´inflazione di ottobre ha segnato +0,7%, in crescita dunque, ma decisamente meno del consensus (+1,1%) e ben lontano dalla zona di comfort della Bce (2%). Un dato che forse potrà servire ad allontanare le ataviche paure di inflazione della Bundesbank. I mercati ora attendono una mossa da parte della Banca centrale. Un taglio dei tassi di interesse che la riunione di settimana prossima potrebbe perlomeno preparare in attesa delle stime di inflazione e crescita che verranno aggiornate a dicembre e permetteranno di avere una visione più chiara sullo stato di salute dell´Eurozona. Anche perchè al calo dell´inflazione si accompagna una disoccupazione su livelli massimi. A settembre il tasso si è attestato al 12,2% in linea con quello precedente che però è stato rivisto al rialzo. L´effetto maggiore di questi nuovi scenari si è visto sull´euro/dollaro. La valuta europea ha abbandonato quota 1,3800 ed è precipitata a 1,3500. Graficamente il supporto da monitorare ora si trova a 1,3460/70, al di sotto del quale si aprirebbe lo spazio per un ritorno fino a 1,32. L´euro ha perso anche nei confronti delle altre maggiori valute, sterlina e yen, una boccata d´ossigeno invocata dagli esportatori del Vecchio continente.
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