Europa: nessun timore di recessione, anche l´Italia ripartirà

Inviato da Redazione il Mar, 07/10/2014 - 09:54
Europa: nessun timore di recessione, anche l´Italia ripartirà Il ciclo economico che stiamo attraversando è anomalo, o sarebbe meglio dire anemico, caratterizzato da una maggiore debolezza nel recupero dai minimi rispetto a quelli del passato. Il che non impedisce che andando avanti nel tempo si possa irrobustire. E´ il pensiero degli strategist di BlackRock, esposto da Bruno Rovelli, head of investment advisory per l´Italia: "Secondo noi il ritmo di espansione è destinato ad accelerare leggermente nei prossimi 12-24 mesi. A fare da traino saranno gli Stati Uniti, che mostrano una crescita solida e non evidenziano alcun disequilibrio che possa far scattare un campanello di allarme. Anche l´Eurozona dovrebbe migliorare e smettere di essere un contributore negativo all´andamento dell´economia globale. Escludiamo quindi che dietro l´angolo ci possa aspettare una nuova recessione". Conseguenza del miglioramento dello scenario economico è il comportamento delle Banche centrali che ", se il ciclo migliorerà nei prossimi 6-9 mesi come ci attendiamo, potrebbero rialzare i tassi più rapidamente di quanto non si pensi". Il discorso vale per la Federal Reserve e per la Bank of England, non per la Banca centrale europea e per la Bank of Japan. "Una divergenza così netta tra i sentieri delle Banche centrali è una cosa rara" spiega Rovelli che successivamente si domanda quali siano le conseguenze per chi investe. "Se guardiamo all´azionario americano - prosegue - le sue valutazioni sono leggermente superiori o in linea con le medie storiche. Al contrario da questo punto di vista l´Asia sembra essere una buona scommessa. Anche le azioni europee al momento non appaiono così convenienti, con valutazioni in linea con le medie storiche. Tuttavia, a differenza di quanto accade negli Stati Uniti e in Asia, il ciclo degli utili societari è ancora fermo vicino a livelli minimi. In questo senso le società del Vecchio continente dovrebbero registrare una crescita dei profitti in uno scenario che abbiamo visto in miglioramento e potrebbero essere una buona opportunità di investimento". Un concetto che Rovelli estende anche all´Italia: "Se la nostra idea sul miglioramento del ciclo economico in Europa è corretta, cosa che sarebbe peraltro favorita dall´indebolimento dell´euro, l´Italia non dovrebbe fare eccezione, pur mostrando metriche di competitività leggermente in ritardo rispetto agli altri Paesi. Al momento il nostro fondo European equity income sovrappesa l´Italia con un 10% circa rispetto al benchmark di riferimento.
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