Europa: le nuove fondamenta

Inviato da Redazione il Mer, 19/06/2013 - 10:57
Europa: le nuove fondamenta Di seguito pubblichiamo un estratto dell´outlook semestrale di UBP. Per gli esperti di Union Bancaire Privèe è giunto il momento di rivalutare le prospettive sull´Europa, adottando un outlook più positivo. Alla base di questa considerazione vi è la stima che il trend economico negativo che ha caratterizzato gli ultimi anni stia subendo un´inversione. In questa direzione vanno gli ultimi indicatori macroeconomici mensili, usciti meglio delle attese. La preferenza per l´equity europeo poggia le basi su un´ulteriore considerazione: nonostante il rally dell´ultimo anno, i prezzi delle azioni non sono considerati ancora elevati. E questo è un elemento positivo per un futuro ulteriore rialzo delle quotazioni. Da diversi trimestri a questa parte, macroeconomisti, analisti e media hanno continuato a paventare scenari disastrosi per l´Europa. I mercati sembrano averlo già scontato e, nonostante la regione resti afflitta da problemi profondi, i premi per il rischio su alcuni asset si sono ridotti. I mercati finanziari hanno iniziato a salire e fanno probabilmente bene a essere ottimisti, visto che il trend economico sembra si stia invertendo: gli indicatori mensili mostrano dati migliori delle attese, come il calo della disoccupazione in Spagna e una positiva ripresa del sentiment delle società. "Forse è il momento di rivalutare la nostra prospettiva sull´Europa e adottare un outlook più positivo. Le riforme implementate dal 2008 e la determinazione mostrata da molti governi - specialmente nella "periferia" - stanno tracciando la strada per l´uscita dalla recessione e per una ricostruzione dell´Europa", sottolinea Alan Mudie, Chief Investment Officer di UBP. "Questi elementi sono molto positivi", prosegue Mudie, aggiungendo però che "il mercato resta scettico, creando opportunità. Per questo, preferiamo i mercati azionari, e in particolare l´equity europeo, che ha grandi potenzialità". Per quanto riguarda nello specifico l´Italia, il Paese ha avviato riforme strutturali che devono però ancora mostrare i loro effetti sulla produttività e sul costo del lavoro. Il Paese beneficia comunque anche di un surplus primario che costituisce un grande vantaggio. Alan Mudie, conclude: "I premi per il rischio sul debito italiano dovrebbero diminuire ancora. Nell´attuale contesto, i bond sovrani italiani beneficiano di un outlook d´investimento interessante, sempre che si favoriscano le scadenze brevi". Analisti ancora rialzisti, ma raccomandano una selezione attenta dei titoli "I prezzi delle azioni non sono elevati, e questo è un elemento positivo per un futuro ulteriore rialzo", nota Claudio Borrelli, Responsabile della ricerca azionaria di UBP. Anche se le azioni europee sono meno costose rispetto a quelle Usa, UBP continua a trovare forti opportunità negli Stati Uniti. In effetti, il real estate e i mercati finanziari offrono occasioni di investimento interessanti e " i titoli azionari corporate statunitensi stanno mostrando un forte solidità". Per quanto riguarda i settori specifici, Claudio Borrelli sottolinea che "le revisioni degli utili sono forti e si pongono bene per i comparti dei beni voluttuari, dei finanziari e dell´Information Technology". Attraverso questo prisma, può essere identificata un´ampia gamma di temi d´investimento quali: • Leader globali: società con bilanci solidi, elevati dividendi, un rapporto utile / dividendi stabile o in crescita e una scarsa sensibilità alla ciclicità; • M&A: vista la salute finanziaria di diverse società, è importante guardare con attenzione alle possibili candidate per operazioni di fusione e acquisizione; • Chimici: le società Usa del settore beneficiano di un vantaggio competitivo, grazie a costi economici del gas naturale liquefatto (come l´etano, e il propano) e ai bassi costi energetici; • Le aziende di beni di lusso beneficiano della crescita strutturale dei mercati emergenti e non hanno ancora sfruttato il potenziale in alcuni grandi Paesi sviluppati, come gli Usa; • Infine, l´e-commerce rappresenta solo il 6,5% delle vendite retail globali e si trova di fronte a solide aspettative di crescita (aumento delle vendite del 20% per anno). Gli analisti sono rialzisti sui mercati obbligazionari emergenti ma raccomandano selettività Il tasso di crescita delle economie emergenti ha subito un rallentamento negli ultimi mesi come effetto di un passaggio da un modello supportato dalle esportazioni a un altro sostenuto dal consumo interno. Anche se dovrebbe rimbalzare nei prossimi anni, probabilmente la loro crescita resterà sotto i livelli del boom dell´ultimo decennio. Questo, in ogni caso, dovrebbe essere visto come un elemento positivo, dato che apre al rallentamento dell´inflazione e offre un outlook più sostenibile. Dal punto di vista di un investitore, le maggiori preoccupazioni restano i mercati globali e le fluttuazioni dei tassi d´interesse Usa, visto che le aspettative sulla politica monetaria statunitense e sui rendimenti dei Treasury dominano la fiducia degli investitori. "Tenendo ben presente questo elemento, gli investitori dovrebbero diversificare tra le diverse asset class e diventare più tattici nel loro approccio", spiega Denis Girault, Responsabile obbligazionario mercati emergenti di UBP. In questo contesto, Girault è positivo sui bond corporate high yield dei Paesi emergenti, visto che sono meno correlati ai Treasury e offrono un cuscino contro le fluttuazioni dei titoli di Stato Usa. Anche il debito in valuta locale offre un rendimento attraente, benchè le divise tendano ad essere colpite dalle incertezze intorno al dollaro Usa. Proprio per questo, conclude Girault, "come accade spesso, la diversificazione è fondamentale".
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