Economia, quarto trimestre: Stati Uniti ancora locomotiva e tornerà la crescita in Eurozona

Inviato da Redazione il Ven, 05/09/2014 - 10:12
Economia, quarto trimestre: Stati Uniti ancora locomotiva e tornerà la crescita in Eurozona Cosa accadrà nell´ultimo trimestre del 2014? L´economia degli Stati Uniti continuerà a correre mentre quella dell'Eurozona ad affondare? Nessuno ha la sfera di cristallo ma il team di analisti macro di Exane BNP Paribas, capitanato dal chief economist Pierre Olivier Beffy, si è posto queste domande e ad esse ha cercato di dare risposta. La ripresa del ciclo economico globale è ancora in corso? Secondo il team macro di Exane BNP Paribas "la ripresa dovrebbe perdurare nei prossimi mesi", trovando il supporto delle politiche monetarie dei Paesi del G3 ancora espansive. Inoltre "le condizioni finanziarie sono favorevoli e i prezzi energetici in calo". Ovviamente le prospettive migliori le hanno gli Stati Uniti che dovrebbero registrare "grazie a un minore fiscal drag, alle condizioni finanziarie accomodanti, all´elevata redditività delle società e a un miglioramento del settore immobiliare, un ritmo di crescita più sostenuto nel breve periodo". Gli analisti di Exane si attendono anche un "miglioramento del momentum dei Paesi emergenti, dove gli indicatori ciclici sono, supportati da una domanda americana e globale più forte e dalle buone condizioni finanziarie". L´Europa vivrà uno scenario "triple dip"? Le note dolenti riguardano il Vecchio continente sul quale, tuttavia, il team macro di Exane BNP Paribas non è così pessimista: "L´Europa sta vivendo un soft-patch temporaneo - si legge nel report - ma già a partire dall´ultimo trimestre dell´anno l´area registrerà una ripresa economica. Il rischio di uno scenario di ´triple dip´ è veramente contenuto". Gli analisti di Exane sottolineano come le condizioni finanziarie siano "chiaramente migliori" rispetto al 2011, "quando l´Europa fu protagonista di un double dip. I tassi a breve termine, i rendimenti sovrani e i rendimenti obbligazionari sono più bassi e l´euro è più debole". In buona sostanza il consensus "eccessivamente scettico, potrebbe essere addirittura positivamente sorpreso da una ripresa più rapida del previsto del credito corporate. Il costante miglioramento delle condizioni finanziarie rappresenta un supporto per l´attività economica dell´Eurozona". Senza dimenticare, però, le tensioni con la Russia sulla questione Ucraina: "A meno che non si verifichi un´escalation della crisi Ucraina, i rischi geopolitici dovrebbero pesare, nei prossimi mesi, solo leggermente sulla crescita del Pil". Quali sono i principali rischi? Se il contesto economico disegnato è positivo, o quantomeno non così negativo come appare nel Vecchio continente, esistono due minacce da tenere sotto controllo. Del primo rischio si è già accennato, è quello geopolitico. Non è solo l´Ucraina a preoccupare. Non bisogna dimenticare la Siria, l´Iraq e l´Isis, il caos libico, la guerra sospesa tra Israele e Hamas. "Sebbene il rischio geo-politico rappresenti la principale incognita per i mercati finanziari e per l´outlook economico globale -spiega il team macro di Exane BNP Paribas - l´impatto sulla crescita dell´Eurozona dovrebbe essere leggero e pari a un calo del Pil dello 0,1% sul 2014" sempre se non si prende in considerazione lo scenario peggiore di escalation in Ucraina. Il secondo rischio sono "le sfide strutturali in atto in Cina, chiamata a frenare lo shadow banking senza pesare eccessivamente sull´economia domestica". Una Cina che rallenta troppo bruscamente non creerebbe solo problemi a livello di crescita mondiali ma porterebbe a generare tensioni anche al suo interno, tensioni che si potrebbero riverberare anche oltre i suoi confini.
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