Economia, borse, volatilità: tre miti da sfatare

Inviato da Redazione il Mer, 09/07/2014 - 10:08
Economia, borse, volatilità: tre miti da sfatare Di seguito pubblichiamo un'analisi di mercato a cura di Pierre Olivier Beffy, chief economist di Exane BNP Paribas. Lo strategist mette in evidenza tre punti chiave di cui gli investitori dovranno tenere conto nel prossimo futuro, per minimizzare i rischi dei loro investimenti. Il primo trimestre 2014 si è concluso con un modesto rialzo dei mercati azionari. I paesi periferici dell´Eurozona hanno continuato a sovraperformare grazie all´ulteriore contrazione degli spread del debito sovrano, evento che ha, in particolare, interessato l'Italia che ha beneficiando dell'effetto Renzi. I mercati azionari hanno ben resistito a una serie di cattive notizie come, ad esempio, il rallentamento dell´economia a stelle e strisce più marcato di quanto effettivamente atteso, e le crescenti tensioni geopolitiche in Ucraina e in Iraq. Tuttavia l´upside dei mercati azionari riflette anche il miglioramento del contesto macroeconomico mondiale, caratterizzato da un basso (ma positivo) tasso di crescita globale e da un altrettanto basso (ma positivo) livello d´inflazione, nonchè da un abbondante liquidità. Tuttavia, il primo mito da sfatare è che l'economia globale sia ormai normalizzata: 1) la Fed ha già acquistato circa l'equivalente del deficit fiscale degli USA di tutto l´anno; 2) la BCE ha ulteriormente tagliato i tassi e annunciato una potenziale iniezione di liquidità, attesa nel quarto trimestre, per un controvalore di quasi 400 miliardi, con un tasso di rifinanziamento ai minimi (0,25%) e una scadenza ancora più lunga rispetto al passato (4 anni); 3) a nostro avviso, nel quarto trimestre, la BoJ sarà costretta ad allentare ancora una volta la propria politica monetaria, soprattutto a seguito del calo dell'inflazione, mentre la Cina ha già introdotto misure più accomodanti. In breve, la liquidità è rimasta il principale supporto degli asset finanziari e del livello di fiducia degli investitori. Non sappiamo ancora come reagirà l'economia globale di fronte a una contrazione dello stock di liquidità o a un incremento dei tassi d´interesse. Il secondo mito ha per oggetto la cosiddetta "Great Rotation" dai mercati obbligazionari a quelli azionari, un tema a cui non crediamo sul medio termine. Sebbene ci aspettiamo un rialzo dei rendimenti mondiali nei prossimi mesi, non è stato osservato nessun ribilanciamento significativo a livello mondiale dall´asset class obbligazionaria a quella azionaria. Ancora una volta, così come emerso dall´analisi dei mercati durante la deflazione del debito dal 1930 ai primi anni ´40, fintanto che il settore privato perseguirà il processo di deleveraging, sarà l'eccesso di risparmio a livello globale ad alimentare i mercati finanziari e a ridurne i rendimenti su larga scala. Di conseguenza, non sorprende che una delle tematiche macro più discusse sia stata proprio la ricerca di rendimenti (di fatto un punto chiave della nostra call rialzista sul mercato brasiliano e sull´FX, sin dall´inizio dell´anno). A nostro avviso, la prolungata fase bullish del mercato obbligazionario (iniziata nel 1982) avrà termine quando il settore privato inizierà in modo durevole il calo dell'indebitamento ma, prima di assistere a questo cambiamento, sono ancora necessari ulteriori aggiustamenti di bilancio da parte degli operatori privati ​​e una riduzione della manodopera in eccesso a livello mondiale. Si noti che l´Eurozona è l'unica area economica dove i rendimenti reali a 10 anni sono ancora al di sopra del livello di crescita del PIL. Ciò implica che, nei prossimi anni, il supporto all´economia dato dalla politica monetaria sarà ancora estremamente rilevante nel Vecchio Continente e che, nei prossimi 12 mesi, la contrazione degli spread sovrani periferici sarà ancora fonte di sorprese positive per i mercati. Infine, il terzo mito riguarda la percezione di una volatilità bassa. Analizzando l´indice VIX e altri indicatori tradizionali della volatilità, il dato sembra, infatti, abbastanza contenuto. In realtà, non possiamo soffermarci ad un´analisi superficiale. Infatti, sebbene la volatilità degli indici azionari sia debole, la rotazione settoriale da inizio anno è stata al contrario sorprendente. In un contesto con una tematica di rotazione frequente, la maggior parte degli investitori azionari hanno riscontrato evidenti difficoltà a sovraperformare il mercato nell´H1. Nel complesso, considerata proprio l´agguerrita "caccia" al rendimento da parte degli investitori, i settori difensivi con rendimento elevato (oils, utilities, settori immobiliare e sanitario) hanno finalmente sovra-performato il mercato azionario europeo, così come stimato dal nostro strategy team dall´inizio dell´anno. Inoltre, le banche spagnole e italiane hanno realizzato una marcata sovra performance. Quindi, in questo primo semestre, sul mercato si sono susseguite notizie positive e negative per gli operatori sia bullish sia bearish.
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