E´ ora di tornare sui titoli ciclici statunitensi? Secondo gli analisti sì

Inviato da Redazione il Mar, 18/12/2012 - 09:45
Il comparto dei titoli sensibili al ciclo economico Usa offre in questo periodo opportunità d´investimento interessanti, Ne sono convinti gli analisti della Royce & Associates, la sussidiaria Legg Mason. Whitney George, CO-CIO di Royce, precisa in una nota raccolta da Finanza.com che "il contesto sembra andare, per il momento, a senso unico: si preferiscono le obbligazioni del Tesoro e si evita tutto il resto, in particolare, i titoli delle società a bassa capitalizzazione e di quelle sensibili al ciclo economico". "Noi investiamo invece a lungo termine e riteniamo che il mercato abbia penalizzato eccessivamente i titoli dei settori ciclici, tra cui la tecnologia, il settore industriale e le materie prime, dove continuiamo a individuare delle ottime opportunità per accumulare valore. È un tipo di disciplina che ci ripaga molto bene da molto tempo". Secondo l'esperto l´attuale contesto richiama i primi mesi del 2008, quando il team si trovò a detenere numerosi titoli sensibili al ciclo economico che da lì a poco avrebbero subito una correzione ben prima del resto del mercato. Un altro periodo analogo potrebbe essere quello della bolla tecnologica alla fine degli anni ´90. "In quel periodo, fu l´avidità a determinare che il flusso dell´attività d´investimento mirasse quasi esclusivamente ai titoli legati a Internet, ovviamente a scapito delle aziende dei settori più tradizionali. Oggi ci troviamo davanti a qualcosa di analogo, solo che questa volta, considerando le difficoltà che tutti hanno dovuto superare negli ultimi anni, è la paura a spingere gli investitori verso i buoni del Tesoro a 10 anni, percepiti come sicuri. Non si può predire quando s´invertirà questa tendenza, ma quando ciò avverrà - probabilmente come conseguenza di una combinazione di tassi in rialzo e di una qualche chiarezza da parte del governo su importanti questioni politiche - il mercato potrebbe imboccare la direzione opposta, come dimostra il nostro successo tra il 2000 e 2007. Siamo fermamente convinti che la tendenza sia un ritorno ai valori medi". "Dividendo il Russell 2000 in quartili sulla base degli utili ricavati dal capitale investito - precisa l'esperto - il quartile di maggiore qualità presenta quotazioni significativamente scontate rispetto al quartile di minore qualità", precisa Romeo. "Su base assoluta e relativa, ossia all'interno del settore a bassa capitalizzazione stesso e rispetto alle aziende più grandi, le piccole società di alta qualità sono in questo momento un investimento estremamente interessante".
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