E´ ancora tempo di azioni. Aumenti di volatilità possono essere opportunità di acquisto

Inviato da Redazione il Lun, 01/09/2014 - 10:06
E´ ancora tempo di azioni. Aumenti di volatilità possono essere opportunità di acquisto Gli strategist di Russell Investment la chiamano "grande ri-moderazione". Si tratta dell´attuale condizione dei mercati azionari, caratterizzata da bassa volatilità ed elevati ritorni. "Una situazione molto simile al contesto precedente alla crisi finanziaria globale del 2008", spiega Luca Gianelle, client portfolio manager del team multi-asset di Russell. Che si verifica, tuttavia, in un contesto economico diverso: "Oggi - prosegue lo strategist - riteniamo che i rischi di recessione siano bassi e una decisa inversione sembra poco probabile. Tuttavia la volatilità potrebbe facilmente aumentare, creando così una temporanea oscillazione che, a nostro parere, potrebbe rappresentare un´opportunità di acquisto". Soprattutto per quanto riguarda l´economia americana, tralasciando la caduta del pil registrata nel primo trimestre, le prospettive rimangono positive. Gli analisti di Russell prevedono un aumento mensile dei posti di lavoro nell´ordine delle 230mila unità nei prossimi dodici mesi e un rialzo dei tassi di interesse della Fed che non avverrà prima della metà del 2015. "I dati a metà 2014 supportano la view secondo cui i rendimenti dei Treasury decennali probabilmente registreranno un rialzo, il tasso di default aziendali resterà contenuto e sosterrà lo spread sul credito e le azioni continueranno a sovraperformare il reddito fisso" sintetizza Gianelle. Tuttavia le valutazioni di mercato negli Stati Uniti sono diventate lievemente più care negli ultimi trimestri. Il mercato ha ritoccato ripetutamente i massimi storici e il rapporto prezzo/utili adeguato al ciclo economico si attesta a oltre venti per l´indice Russell 1000. Il price to book ratio è invece di circa 2,8x. "Anche le azioni europee - si legge nel report di Russell Investment - sono leggermente care, mentre le valutazioni sul Giappone sono tornate neutrali e i mercati emergenti continuano a essere sottovalutati di circa il 30%-40% rispetto a quelli sviluppati". Come muoversi in conseguenza di queste indicazioni? Per quanto riguarda il Nord America, nonostante le valutazioni non siano convenienti e in virtù del fatto che "per il resto dell´anno gli indicatori economici degli Stati Uniti continueranno a confermare i rendimenti del mercato azionario visti nel 2013" il team di Russell Investment crede che un aumento della volatilità possa "rappresentare un´opportunità di acquisto". In Eurozona "come risultato della decisiva azione di politica della Bce dello scorso giugno è tornato il momento di acquistare asset rischiosi e sovrappesare leggermente il mercato. Per il futuro - si legge nel report - gli strategist continueranno a monitorare la ripresa, prestando particolare attenzione alla crescita del credito nel corso di questo fragile recupero". Infine si registra un miglioramento, negli ultimi mesi, dei mercati emergenti. Il giudizio "è più neutrale sulla base del miglioramento nell´attrattività relativa, oltre a un insieme di elementi di rischio e opportunità equamente bilanciato. Con un continuo miglioramento delle quotazioni gli emergenti potrebbero rimbalzare anche grazie a un aumento della fiducia sulle prospettive della Cina e un rafforzamento della domanda globale di export. Nonostante ciò, i paesi in via di sviluppo potrebbero subire un tracollo nel caso in cui la Cina dovesse deludere le attese oppure se le preoccupazioni sulla politica della Fed dovessero portare un´altra crisi di liquidità per le economie con i maggiori squilibri nella bilancia dei pagamenti".
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