Dopo il crollo delle quotazioni delle commodities di aprile, maggio segna quello degli emergenti

Inviato da Redazione il Mar, 04/06/2013 - 10:45
Dopo il crollo delle quotazioni delle commodities di aprile, maggio segna quello degli emergenti Di seguito pubblichiamo il commento settimanale di mercato elaborato da JW Partners. Gli esperti della società indipendente di advisory agli investitori istituzionali evidenziano come la volatilità nelle ultime settimane sia tornata in modo prepotente su molte asset class. Se aprile era stato il mese nero per molte commodities, maggio ha visto il reddito fisso globale segnare il terzo peggior mese degli ultimi 20 anni. A detta di JW Partners in questo scenario le azioni beneficiano di non essere stata un´asset class popolare negli ultimi anni, fattore che ne ha ridotto gli effetti negativi generati dal ritorno della volatilità. Attenzione però ad alcuni livelli di S&P e Dax, la cui violazione potrebbe far vacillare anche la componente azionaria. La tempistica della potenziale uscita della Federal Reserve dalle operazioni non convenzionali messe in atto negli ultimi anni rimane il principale punto di focalizzazione del mercato. Questo sta provocando due effetti tra loro collegati. L´attenzione a dati che consentano di interpretare l´evoluzione dell´economia americana è diventata molto più intensa, quasi estrema a volte: i non-farm payroll del prossimo venerdì, preceduti dal gettonato ISM manifatturiero di ieri, rappresentano la sublimazione di questa spasmodica attesa. In secondo luogo, e in qualche modo in dipendenza del punto precedente, la volatilità è tornata prepotente in molte asset class. Se aprile era stato un mese nero per l´oro e molte commodities, maggio ha visto il reddito fisso segnare il terzo peggior mese per il mercato obbligazionario globale negli ultimi venti anni. Il movimento, pur nella sua ampiezza, è stato relativamente graduale e controllato dove la liquidità è ampia, come sui principali mercati di titoli governativi, cosiddetti ´core´. Altrove, come sui mercati emergenti, di cui sono state coinvolte come di consueto in questi casi le valute, la price-action ha raggiunto negli ultimi giorni del mese connotati estremi, simili, anche se per ora limitati temporalmente, a quelli vissuti in alcuni momenti bui della crisi 2008-2009. Per ora i mercati azionari hanno retto relativamente bene l´urto con perdite limitate. A loro favore gioca probabilmente il fatto di non essere stata un´asset-class particolarmente popolare negli ultimi anni, al limite con l´eccezione dei mesi recenti. Da questo punto di vista commodities, Paesi Emergenti e obbligazioni societarie lo sono stati certo di più: le prime due classi hanno di conseguenza subito punizioni significative nelle ultime settimane. Sull´azionario la psicologia del mercato, un po´ preoccupato da questa crescente volatilità, rimane quella del ´buy on dip´. Ma attenzione ai livelli: sotto 1.600 di S&P500 e 8.000 di DAX la fiducia da poco riconquistata rischia di iniziare a vacillare pericolosamente.
COMMENTA LA NOTIZIA