Donne meglio predisposte ad affrontare la crisi? L´indice di benessere finanziario femminile supera quello maschile

Inviato da Redazione il Ven, 01/03/2013 - 10:37
Il sesso debole sembra essere più ottimista verso la propria situazione finanziaria. Questa la conclusione di una ricerca pubblicata da ING Direct che sottolinea come il genere femminile sia più reattivo a superare la crisi. Le donne reagiscono meglio degli uomini alla crisi e ciò ha un effetto positivo sul loro benessere, se non altro percepito. Si rivela infatti superiore a quello maschile l´Indice di Benessere Finanziario delle donne italiane, rilevato in autunno da ING DIRECT, la prima banca diretta in Italia. Rilevato ogni trimestre su un campione di 1.000 individui rappresentativo della popolazione italiana, l´Indice di Benessere Finanziario (IBF) ING DIRECT misura su una scala da 0 a 100 (0=massimo disagio, 100=massimo comfort) il livello di comfort percepito dagli italiani in relazione a sei dimensioni fondamentali della finanza personale: risparmi, mutui, debiti a breve termine, investimenti, reddito e spese correnti. Ebbene, se l´Indice di benessere medio degli italiani dell´autunno è di 43 punti sulla scala, l´indice femminile è di 45 contro i 41 del maschile, con un distacco di 4 punti che, sulla scala presa a riferimento, sono significativi. Un risultato che giunge inaspettato, considerato che il valore complessivo dell´IBF è in calo costante rispetto ad un anno fa (lo scorso novembre era a 47,5) e che il comfort maschile finora si è sempre dimostrato superiore a quello femminile. Un segnale di maggiore ottimismo nel gentil sesso si era già intravisto la scorsa estate, quando il distacco rispetto agli uomini si era ridotto sensibilmente, con un´inversione di tendenza rispetto al minimo storico raggiunto in primavera dalla fiducia femminile. Eppure non mancano le aree di preoccupazione per il gentil sesso. Le donne in media sono più pensierose per le proprie prospettive previdenziali e per il futuro delle nuove generazioni: il 72% delle lavoratrici italiane teme di non disporre di fondi sufficienti per andare in pensione, mentre l´80% ritiene che i giovani staranno peggio dei loro genitori. Circa i due terzi inoltre dichiara una situazione economica peggiorata rispetto ad un anno fa. Cosa rende dunque il sesso debole più ottimista verso la propria situazione finanziaria? Le donne sembrano più pronte degli uomini a reagire alla crisi nel quotidiano e dimostrano maggiore abilità a gestire il budget a disposizione, facendo di necessità virtù. Contrariamente infatti agli stereotipi che le vedono schiave dei saldi e sempre pronte ad acquisti di impulso, in questi ultimi mesi di "austerity" le donne sanno che non è il momento di fare spese importanti e dimostrano tutta la loro abilità nel ridurre gli sprechi e ottimizzare le risorse a disposizione, con pragmaticità e senso di responsabilità. Sempre secondo le rilevazioni ING, condotte questa volta in 11 Paesi europei, il 67% delle donne del Vecchio Continente presta ad esempio la massima attenzione agli estratti conto e i documenti bancari, tenendo sotto ferreo controllo tutte le spese, prassi meno comune negli uomini. Inoltre la maggior parte delle europee preferisce stare alla larga dagli investimenti rischiosi: il 61% non è disposta a rischiare neanche una piccola parte dei propri risparmi per ottenere un guadagno, contro il 42% degli uomini. Solo un 10% si dichiara disposta ad assumersi un po´ di rischio, nel caso in cui il ritorno si prospetti particolarmente vantaggioso. Se il monitoraggio delle spese e lo stare alla larga dagli investimenti rischiosi sono un must per il gentil sesso in tutta Europa, in Italia le donne ricorrono anche ad antichi stratagemmi da «madri di famiglia» per risparmiare sulle spese di tutti i giorni, di cui 8 volte su 10 sono responsabili: un occhio di riguardo dunque alle offerte, qualche taglio sulle quantità di beni e servizi e utilizzo dei gruppi di acquisto su internet. Le rinunce più comuni sono le cene fuori casa e i divertimenti (l´80% ci rinuncia), le spese per moda e abbigliamento (il 68% le taglia) e quelle per auto e benzina (67%). Il 26% è disposta anche a risparmiare persino sul cibo.
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