Debito governativo 2013: gli analisti consigliano prudenza

Inviato da Redazione il Gio, 20/12/2012 - 10:14
Il calo dei rendimenti obbligazionari registrato nel 2012 non è stato una sorpresa. Questo l'incipit di un report di Dexia Asset Management i cui analisti sottolineano come da quando è scoppiata la bolla del credito privato nei Paesi sviluppati, le banche centrali non hanno avuto altra scelta se non quella di combinare una politica monetaria a tassi zero con l´acquisto in massa di titoli di stato. L´obiettivo primario delle banche centrali era quello di provocare una riduzione dei tassi a lunga scadenza anche nel bel mezzo di una crescita del debito pubblico. Attualmente, pur registrandosi una timida crescita globale, i bassi livelli di rendimenti sono ancora necessari per evitare il congelamento dei "nuovi germogli". Un graduale riallineamento del livello dei tassi non è da escludersi nel 2013. Negli Stati Uniti, la fine dell´Operation Twist ha sollevato la questione dei rinnovato acquisti di titoli di Stato da parte della FED. Nonostante la banca Centrale statunitense detenga, in media, quasi il 30% del debito federale (persino il 40% su determinate emissioni a lungo termine), la sua azioni si sta gradualmente avvicinando al limite. E, sebbene si preveda che la FED manterrà nel 2013 il tasso d´interesse pari allo 0,25%, la strategia di uscita sarà messa ancor più in evidenza con la diminuzione del tasso di disoccupazione. Alla luce di questo scenario, crediamo che i tassi statunitensi a lungo termine dovrebbero gradualmente superare il 2%. L´aumento sarà particolarmente visibile nella parte a lungo della curva, mentre quella a breve continuerà a beneficiare dell´azione della FED. In Europa, i differenziali tra i vari Stati Membri dell´Unione Monetaria europea stanno sfuocando alquanto il quadro della situazione. A fronte di un´Euro-zona che rischiava di implodere, le azioni congiunte intraprese dalle autorità fiscali e monetarie hanno risolto la questione del contagio e ridotto ai minimi livelli i premi di rischio dei Paesi periferici nell´arco di due anni. Il 2012 ha rappresentato un punto di svolta positivo per l´Euro-zona, principalmente grazie alla BCE che, ancora una volta, ha dovuto abbandonare la propria dottrina restrittiva e statutaria, al fine di implementare azioni monetarie espansive. Il debito corporate rimarrà invece ancora interessante nel 2013. A seguito dell´impressionante contrazione del premio di rischio di oltre 180bp e dei bassi tassitedeschi, il rendimento alla scadenza delle obbligazioni corporate - pari al 2,18% - è il minimo registrato negli ultimi 10 anni. In un ambiente di tassi a livelli bassi, il 2013 continuerà a favorire il segmento del reddito fisso. Nonostante il buio clima economico europeo, l´inondazione di liquidità e la ricerca di rendimento continueranno a sostenere le obbligazioni corporate. A fronte dell´incertezza le politiche finanziarie delle aziende rimangono caute, si possono rifinanziare facilmente e hanno costituito i cosiddetti "cuscinetti di liquidità". "Privilegiamo il debito senior bancario, i covered bond e le obbligazioni di società non-finanziarie di Paesi periferici che presentano una posizione prominente all'interno del loro particolare settore," spiega Koen Van de Maele, Responsabile Fixed Income di Dexia Asset Management. In ottica prospettica, crediamo tuttavia che esistano valide alternative al credito Investment Grade denominato in euro: il credito investment grade denominato in dollari offre rendimenti più interessanti rispetto ad altre obbligazioni investment grade, il segmento high yield con rating BB denominato in dollari, dato il contenuto livello di default, e il debito emergente che beneficia di un contesto incoraggiante e di fondamentali sani."
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