Crescita globale; si guarda con fiducia al secondo trimestre

Inviato da Redazione il Mar, 11/03/2014 - 09:36
Crescita globale; si guarda con fiducia al secondo trimestre Di seguito pubblichiamo un'analisi macroeconomica di Pierre Olivier Beffy, chief economist di Exane BNP Paribas. Lo strategist rivolge l'attenzione al secondo trimestre dell'anno e coglie alcuni segnali per essere ottimisti come la produttività in accelerazione negli Stati Uniti, una ripresa in rafforzamento in Europa, la liquidità che rimarrà abbondante e la Bce pronta a intervenire se necessario.(/i) Mentre gli investitori cominciano a focalizzarsi sul Q2, notiamo un certo scetticismo sulla sostenibilità della ripresa economica globale alla luce dei segnali di rallentamento negli Stati Uniti e in Cina, della continua pressione sulle valute emergenti e delle crescenti preoccupazioni geopolitiche sulla crisi Ucraina. Il nervosismo è particolarmente acuto, considerato che finora i mercati azionari hanno ignorato i segnali di debolezza lanciati dagli ultimi dati macro. Riteniamo che ci siano diverse buone ragioni per rimanere positivi sul Q2. Tra queste consideriamo particolarmente importante l´andamento globale dei tassi d´interesse, che rimangono su livelli estremamente accomodanti e continuano a fornire supporto alla liquidità e alle prospettive di breve termine. Infatti, la recente debolezza dei dati economici è stata accompagnata da un calo dei rendimenti USA e da aspettative crescenti su ulteriori iniezioni di liquidità sia da parte della BCE che della BoJ. Per quanto riguarda la BCE, la decisione della settimana passata di non intervenire può, a prima vista, apparire deludente ma in realtà è stato un modo della BCE di rafforzare la propria forward guidance. Stimando un livello d´inflazione inferiore al target dell´1,5%, la BCE ha lanciato un altro messaggio dovish. La precisione con cui Draghi ha risposto alle domande riguardanti gli ABS o misure di liquidità non convenzionali ha, inoltre, messo in evidenza che la BCE sta valutando l´ipotesi di implementare misure non convenzionali per stimolare il credito alle imprese. Potrebbero essere promosse anche misure a sostegno della liquidità, per esempio una riduzione degli haircuts applicati dalla BCE sui prestiti alle imprese usati come garanzia o incrementi gratuiti di liquidità in caso di espansione del credito alle imprese da parte delle banche. Un significativo programma d´acquisto di asset è, tuttavia, poco probabile prima della fine dell´anno, una volta effettuati l´AQR e gli stress test. Inoltre, rimaniamo convinti che l´attuale soft patch degli Stati Uniti sia solamente temporaneo e rappresenti in parte un effetto ritardato dell'aumento dei tassi americani dell´estate scorsa (riduzione delle scorte in aggiunta alle cattive condizioni meteorologiche). Infatti, la produttività degli Stati Uniti sta aumentando, gli ultimi dati relativi al mercato immobiliare sono positivi e le restrizioni fiscali sono in diminuzione. Anche in Europa, la situazione continua a migliorare. Importanti revisioni al rialzo dei leading indicators si verificano, infatti, abitualmente nelle fasi di accelerazione economica, e l'ultima revisione degli indici PMI è un segnale che la ripresa si sta consolidando e che potrebbe essere più robusta del previsto. In particolare, il livello di occupazione spagnolo ha mostrato i primi segnali di ripresa dall´inizio della crisi finanziaria. E, dato ancora più importante, nei paesi periferici dell´Eurozona, il costo del capitale è diminuito drasticamente nel corso degli ultimi mesi, consentendo alla Spagna di raccogliere i primi frutti degli sforzi compiuti nel corso degli scorsi anni in tema di competitività/costo del lavoro. Al contrario, rimaniamo più prudenti, rispetto al consensus, sulla Germania alla luce del rallentamento degli investimenti negli emergenti. Per quanto riguarda i mercati emergenti, la crisi valutaria che ha colpito alcune economie più vulnerabili non è ancora finita. La crisi dell´Ucraina, nonostante non abbia un'influenza significativa sulla crescita dell´economia mondiale, ricorda la vulnerabilità di alcuni paesi emergenti. Il rischio principale, a nostro avviso, è rappresentato dalla Cina. La recente forte delusione sulle esportazioni cinesi di febbraio (al netto degli effetti del Capodanno Cinese) rafforza la nostra view che il consensus sia ancora troppo ottimista sulle prospettive di crescita del Celeste Impero per il 2014. Tuttavia il recente deprezzamento del Renminbi potrebbe essere un segnale della volontà delle autorità cinesi di sostenere l'economia domestica nel breve termine. Alcune valute emergenti hanno mostrato segnali di resistenza fin dall'inizio dell'anno e manteniamo la nostra call tattica positiva sul Brasile. Per concludere, nonostante l'aumento dell´incertezza a livello macroeconomico, le condizioni globali di liquidità supportano ancora delle prospettive di crescita positive relative al Q2. L'economia a livello mondiale sta accelerando, supportata dai mercati sviluppati. Inoltre, il rally dei mercati azionari degli ultimi mesi è coerente con la ricerca di rendimento, in un contesto con eccesso di liquidità e con aspettative di ulteriori politiche monetarie espansive da parte delle banche centrali. Naturalmente c'è un pericoloso circolo vizioso da scongiurare. Se i dati dovessero migliorare, come da noi stimato, sorprendendo positivamente il mercato (soprattutto negli USA), alcune aree del mercato maggiormente sensibili all´andamento dei tassi d´interesse, come le valute dei mercati emergenti, potrebbero trovarsi ancora sotto pressione. Tuttavia alla luce del recente soft patch dei dati macroeconomici, le stime di aprile relative al mese di marzo forniranno un primo segnale sulla solidità dell'economia globale. Di conseguenza, l´inasprimento delle condizioni di finanziamento globali determinato dagli Stati Uniti è uno scenario, a nostro avviso, più probabile per l´estate.
COMMENTA LA NOTIZIA