Creditori bancari. Cambia la musica?

Inviato da Redazione il Mer, 27/03/2013 - 10:37
Creditori bancari. Cambia la musica? Dalla deflagrazione della vicenda cipriota molto si è detto circa le prospettive per quanto riguarda il sistema bancario dell´Eurozona, con molti investitori impauriti dalla possibilità che il modello adottato per concedere il salvataggio al Paese possa essere replicato anche fuori dall´isola del Mediterraneo. Per questo motivo secondo JW Partners le affermazioni del nuovo capo olandese dell´Eurogruppo di lunedì non vanno sottovalutate, soprattutto perchè in questi mesi verranno definiti i meccanismi di ´risoluzione bancaria´ (di cui Cipro potrebbe essere stata un´involontaria prova generale) all´interno delle linee guida per l´unione bancaria. Di seguito pubblichiamo il report settimanale di JW Partners, società indipendente specializzata in currency advisory ad investitori istituzionali. Vista l´incertezza che il voto negativo del parlamento cipriota sulla prima proposta di pacchetto aveva innescato, qualsiasi accordo Troika-Cipro non poteva che generare un sollievo, almeno di breve periodo. L´accordo c´è stato. Addirittura, in alcuni suoi aspetti, contiene elementi apprezzabili che mancavano nel precedente: discrimina tra banche completamente fallite (Laiki Bank), bisognose di corpose ricapitalizzazioni (Bank of Cyprus) e le altre che, per ora almeno, non vengono toccate; salvaguarda la garanzia europea che protegge i depositi fino a 100.000 euro; colpisce tutti i creditori bancari (anche detentori di carta senior) nel caso di banca in liquidazione (Laiki); evita un rischioso iter parlamentare cipriota (forse anche tedesco) trasformando una tassa sulla ricchezza in un relativamente normale processo di liquidazione. In buona sostanza Cipro rinuncia, a tendere, al modello di business di paradiso fiscale accettando il ridimensionamento del suo sistema bancario e l´aiuto europeo. Purtroppo però i controlli di capitale che verranno imposti necessariamente alla riapertura delle banche serviranno solo a tenere la situazione sotto controllo ma, ormai, il danno è fatto. Il fallimento del primo pacchetto e l´incertezza che ha generato con le banche chiuse e un´attenzione mediatica certamente non paragonabile alle dimensioni dell´economia cipriota, ha generato nuovamente una ferita profonda nella fiducia verso gli asset dell´EuroZona. Continuiamo a sostenere che per quanto riguarda i depositi Cipro sia un caso pressochè unico (Lussemburgo e Malta potrebbero essere casi che, per alcuni aspetti, si avvicinano), sia per le dimensioni delle giacenze di conto corrente rispetto alle dimensioni della sua economia sia, soprattutto, rispetto alla loro vulnerabilità causata dall´avere molti depositi di non-residenti. Tuttavia i controlli di capitale e soprattutto una forte apertura al bail-in del settore privato in caso di serie difficoltà di stati o istituzioni finanziarie sistemiche diventano innegabilmente precedenti importanti. Sono freschissime le dichiarazioni del nuovo presidente dell´Eurogruppo (ministri delle finanze dei paesi dell´Eurozona) Dijsselbloem che parla apertamente di spostare il rischio dal settore pubblico (contribuenti) al settore privato con il ´bail-in´ di investitori (ovviamente equity ma anche senior e non solo junior bond holders ed eventualmente anche grandi depositanti). Anche se è la direzione verso cui si va è corretta a livello di equità, questa apertura non può che portare maggiore volatilità e avversione al rischio in un mercato ancora esposto alla frammentazione e alle fughe di depositi e con il sistema bancario sottocapitalizzato come l´EuroZona. Le affermazioni del nuovo capo olandese dell´Eurogruppo non vanno quindi sottovalutate soprattutto perchè in questi mesi verranno definiti i meccanismi di ´risoluzione bancaria´ (di cui Cipro potrebbe essere stata un´involontaria prova generale) all´interno delle linee guida per l´unione bancaria. Da questo punto di vista a molte delle rassicurazioni sull´unicità di Cipro viene rovinosamente a mancare il terreno sotto i piedi.
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