Come prepararsi alla fine del quantitative easing

Inviato da Redazione il Mar, 25/06/2013 - 08:25
Come prepararsi alla fine del quantitative easing Di seguito pubblichiamo un commento di mercato di Stuart Thomson, Co-gestore del fondo Ignis Absolute Return Government Bond, circa la prossima riduzione del QE americano annunciato la scorsa settimana al termine della riunione del Fomc da Ben Bernanke. A suo avviso il processo di rientro dell´enorme liquidità immessa nel sistema è iniziato e questo avrà delle implicazioni sulle scelte di impiego degli investitori. Secondo l´esperto l´azione della Fed porterà a tassi forward reali più alti, con un incremento dei rendimenti reali anche più elevati nel resto del mondo che fungeranno da ostacoli alla ripresa. All´interno di questo contesto, a detta di Thomson sarà così opportuno considerare i prodotti absolute return per diversificare adeguatamente il portafoglio obbligazionario. E´ una verità universalmente accettata che negli ultimi cinque anni i mercati finanziari globali siano stati supportati da una politica monetaria ultra-espansiva. In IGNIS abbiamo riflettuto a lungo sul fatto che il 2013 sarebbe stato l´anno in cui gli investitori avrebbero dovuto iniziare a considerare il possibile impatto sui mercati finanziari del rientro di questa liquidità senza precedenti, soprattutto dagli USA. Ora crediamo che questo processo sia iniziato e riteniamo che gli investitori debbano prepararsi ad affrontare un periodo di elevata volatilità e un incremento degli yield reali su base globale. E´ giunto, quindi, il momento di concentrarsi sempre di più sulle strategie obbligazionarie absolute return. La riduzione del QE inizierà prima del previsto I tassi di interesse reali negativi hanno guidato i prezzi degli asset di rischio, ma ora hanno guadagnato una trazione economica sufficiente a fornire l´auspicato stimolo alla crescita, soprattutto negli Stati Uniti. Infatti crediamo che l'economia continuerà a crescere in modo relativamente sostenuto per i prossimi sei mesi. Questa è un´idea controversa. Gran parte dell´attenzione si è concentrata sulla debolezza della produzione globale, con lo scarso rendimento degli indici PMI di molte economie emergenti, così come il calo dell'indice ISM manifatturiero degli Stati Uniti fino al livello più basso dalla fine della Grande Recessione nel giugno 2009 in linea con il rallentamento del commercio globale. L´intenso rallentamento del commercio globale ha fatto scendere i prezzi delle materie prime - fornendo un significativo impulso deflazionistico per i consumatori globali - e ha lasciato le economie emergenti più orientate alle esportazioni in uno stato di crescita-recessiva. Gli economisti considerano la crescita-recessiva, come una crescita economica superiore a zero, ma inferiore al potenziale produttivo così che i vuoti della produzione continuano ad ampliarsi accrescendo ulteriormente il trend deflazionistico. Siamo convinti che la maggior parte del mondo stia attraversando una fase di crescita-recessiva. Tuttavia, l'America e l'Europa rappresentano un´eccezione. L´attività economica europea sta gradualmente riguadagnando la strada verso lo zero entro la fine dell'anno, ma al di là di questo ulteriori miglioramenti saranno appena percettibili. Gli USA sono il vero valore erratico, perchè l'attività è guidata dalla domanda interna. La medicina della Fed sta funzionando; gli yield dei tassi forward sui Treasury sono ancora molto interessanti. L´attività immobiliare sta guidando il re-indebitamento dei consumatori. Inoltre la domanda è sostenuta da una forte crescita dell'occupazione e la fiducia è salita al livello più alto dal 2008. Ci aspettiamo quindi che l'attività degli Stati Uniti rimanga solida, con un tasso di crescita delle assunzioni di oltre 200.000 al mese per il resto dell'anno. Un dato che a sua volta potrebbe giustificare un'azione diretta a ridurre il quantitative easing (QE) della Fed alla fine estate/ inizio autunno e che potrebbe portare alla fine del QE entro il primo trimestre del prossimo anno. Il consensus generale tende ad aspettarsi una chiusura più graduale del QE, con l´inizio del processo di riduzione a partire dalla fine dell´anno. Crediamo che le aspettative degli investitori si stiano allineando alla nostra view, ma il lasso di tempo in cui saranno attuate le misure dirette a ridurre il QE potrebbe accorciarsi e gli yield saliranno ancora. Rendimenti reali più alti: non solo per gli USA L´azione della Fed porterà a tassi forward reali più alti. I rendimenti reali forward a 5 anni sono altamente correlati tra i diversi mercati ma sono anche guidati dallo stato dell'economia statunitense. Questo suggerisce che vedremo rendimenti reali anche più elevati nel resto del mondo, che fungeranno da ostacoli alla ripresa. Non ci aspettiamo che gli Stati Uniti facciano da locomotiva per il resto del mondo. La volatilità dei mercati è destinata ad aumentare L´aumento dei rendimenti reali dei tassi forward è stato accompagnato da un rapido incremento della volatilità sui mercati. Ci aspettiamo che la volatilità persista e che il cammino verso più elevati rendimenti reali dei tassi forward sia difficoltoso. L´economia USA continuerà a vivere una ripresa discontinua, ostacolata da un lato da false incertezze e dall´altro da ulteriori iterazioni della crisi del debito sovrano in Europa, e nel medio termine l´outlook per i tassi globali rimane comunque ribassista. Conclusione L´attuale scenario del mercato obbligazionario indica che oggi più che mai è opportuno considerare i prodotti absolute return per diversificare adeguatamente il portafoglio obbligazionario. Il nostro approccio si fonda su due elementi: una tecnologia proprietaria per partire avvantaggiati, e un team che attraverso un´attenta costruzione del portafoglio riesce a massimizzare il potenziale di rendimento pur mantenendo un accurato controllo del rischio.
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