Come fare goal in Brasile?

Inviato da Redazione il Mar, 10/06/2014 - 09:26
Oggi pubblichiamo un´analisi sulle opportunità di investimento in Brasile redatto dal team emerging market di Candriam. Negli ultimi 4 anni il mercato azionario brasiliano è stato sotto pressione, con rendimenti inferiori rispetto ai mercati emergenti nel loro complesso. Riduzione dei prezzi delle materie prime, inaspettato rallentamento dell'economia cinese, tapering e politica monetaria interventista sono le principali motivazioni alla base di questa situazione. Ciononostante, a seguito della rotazione degli investimenti "value" e della crescente propensione al rischio tra gli investitori globali, in marzo l'indice MSCI Brazil è rimbalzato a spese di altri settori che in precedenza trainavano la crescita, ma con valutazioni relativamente "costose" (principalmente tecnologici e beni di consumo). Nel prossimo futuro, il mercato azionario brasiliano sarà decisamente in balia delle elezioni presidenziali piuttosto che dei risultati economici o dei dati macro. Il Brasile e il potenziale cambiamento politico potrebbe rappresentare un´interessante opportunità di investimento ad elevato rischio/rendimento, considerato che le attuali valutazioni rimangono estremamente depresse e che i fondamenti negativi sembrano essere già ampiamente incorporati nei prezzi. Se consideriamo che molti gruppi industriali sono esposti ai mercati emergenti, è possibile puntare sul mercato brasiliano anche attraverso titoli europei. Secondo le nostre analisi, siamo positivi su Ab Inbev nel segmento Beverage e Viscofan nel segmento Containers e Packaging. Sul versante obbligazionario, il clima socio-politico continuerà ad alimentare una certa volatilità sul debito sovrano brasiliano e sulla valuta: l'imminente inizio del Campionato Mondiale di calcio e le prossime elezioni nazionali di ottobre potrebbero catalizzare una ripresa dei disordini già osservati l'anno scorso. Rispetto ad altre economie dell'America Latina, nel 2013 i fondamentali del Brasile si sono indeboliti (crescita debole e aumento dell'inflazione) e hanno sofferto delle anticipazioni sul tapering della FED, materializzatesi in un deflusso di capitali stranieri, che ha ulteriormente aggravato la negativa situazione del disavanzo di bilancio. Sull'orizzonte di breve periodo il debito brasiliano potrebbe dunque continuare a risentire di questi fattori negativi, a cui vano aggiunti le sfide rappresentati dai nodi fiscali e politici. Strategicamente, siamo difensivi sul debito in valuta locale mentre riteniamo attraente il currency carry: preferiamo investire nel debito brasiliano denominato in valuta estera con un currency overlay. Sull'orizzonte a lungo termine il Brasile non è certo alle corde: il giro di vite (tasso di rifinanziamento della Banca Centrale è stato portato all'11%) ha ridotto meccanicamente gli attuali disavanzi, principalmente grazie al calo della domanda interna. Ne dovrebbe conseguire un rallentamento dell'inflazione. Da ultimo, attendiamo l'attuazione delle (assai necessarie) riforme strutturali prima di riposizionarci positivamente sul debito brasiliano.
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