Approfondimento sul nuovo programma di Quantitative Easing in Giappone

Inviato da Redazione il Mar, 23/04/2013 - 10:21
Approfondimento sul nuovo programma di Quantitative Easing in Giappone Di seguito pubblichiamo un commento di mercato di Mark Burgess, Chief Investment Officer di Threadneedle. Per il manager il piano di allentamento monetario voluto dalla BoJ rappresenta l´ultima iniziativa sconcertante con cui le autorità hanno sorpreso e confuso gli investitori in questi anni di crisi. Burgess evidenzia come ironicamente l´eccesso di liquidità presente sul mercato comporti che le attività rischiose siano in contrasto con i fondamentali e che con gli indicatori principali. A fronte di indici azionari caratterizzati da rialzi diffusi, le revisioni degli utili si sono rivelate negative e le prospettive di crescita sono state ridimensionate. Sia per le società che per i governi. Nei cinque anni successivi l'inizio della crisi finanziaria globale, i mercati, le economie e le autorità hanno avuto molte opportunità per sorprendere e confondere gli investitori. Le recenti iniziative politiche introdotte dalla Banca del Giappone (BOJ) sono l'ultimo di questa lunga e sconcertante catena di eventi con cui le banche centrali cercano di compensare le molte e varie forze deflazionistiche introdotte dal deleveraging e dalle misure di austerità. Gli investitori, che finora sono stati strenuamente conservatori, sono giustamente sbalorditi per il Quantitative Easing (QE) in Giappone, dove la banca centrale ha avviato un programma di stimolo su larga scala. La Federal Reserve può aver sorpreso, inizialmente gli investitori con il suo programma di 85 miliardi di dollari al mese, ossia il 7% del PIL, ma la BOJ lo ha intrapreso con un programma senza precedenti, pari al 15% del PIL. La BOJ comprerà 1,6 volte l´offerta netta, spiazzando completamente e deliberatamente gli investitori tradizionali e inondando i mercati con ulteriore liquidità. Senza sorpresa, lo yen è sceso drasticamente e il mercato azionario ha goduto del rally maggiore. L'intenzione della BOJ è terminare i 20 anni di deflazione e portare l'inflazione al 2% annuo, forzando gli investitori ad uscire dall´obbligazionario e investire in attività a rischio maggiore. Il programma obbligherà anche gli investitori giapponesi domestici a cercare all'estero i loro rendimenti. Con le prospettive di un inesistente rendimento delle obbligazioni e di una moneta deprezzata, perchè non cercare un rendimento più alto sui mercati obbligazionari esteri che rendono di più? A fronte di una diminuzione della popolazione nazionale del 30%, ho il sospetto che le politiche reflazionistiche falliranno, ma almeno le autorità stanno infliggendo il loro miglior colpo. Ironicamente ciò comporta che le attività rischiose siano in contrasto con i fondamentali e che con gli indicatori principali. I mercati azionari hanno performato bene quest'anno, ma le revisioni degli utili si sono rivelate negative e le prospettive di crescita sono state ridimensionate, sia per le società che per i governi. Tra le azioni, i titoli ciclici hanno sottoperformato i difensivi, i mercati emergenti hanno sottoperformato i mercati sviluppati e le materie prime sono state sotto pressione. Questo non è un contesto per rendimenti azionari positivi. In Europa, il recente piano di salvataggio di Cipro è un ulteriore fatto che ricorda la fragilità della zona euro e il suo sistema finanziario ed è un precedente preoccupante per i paesi periferici. Infatti, il piano di salvataggio cipriota corre il rischio di compromettere ulteriormente il sistema bancario, spingendo a portare via i depositi dalle banche nazionali. La crescita sembra essere difficile da trovare, e il recente downgrade verso le aspettative di crescita per la Francia è l'ultima delusione che ha colpito la regione. Il sistema bancario negli Stati Uniti appare molto meglio capitalizzato e in buona posizione per finanziare l'espansione del credito richiesto da una economia in crescita. Anche se il mercato immobiliare continua a recuperare, le ultime statistiche di occupazione sembrano indicare che la crescita è di nuovo in rallentamento e, molto probabilmente, ciò riflette l'impatto dell'impasse del fiscal cliff. Fino a quando ciò non verrà risolto, è difficile vedere un vero recupero nella fiducia e, naturalmente, permarranno il reale e significativo impatto dei tagli alla spesa e gli aumenti delle tasse, che sono contrari rispetto alla crescita. Ma se gli investitori hanno imparato qualcosa nel corso degli ultimi due anni, è che, nonostante la crescita anemica, di fronte all´espandesi nel mondo sviluppato del QE nulla è più interessante dell´azionario, a causa del rendimento offerto da questa asset class. Forse non deve sorprendere che, in quasi tutte le regioni del mondo, le strategie income e ad alto rendimento hanno avuto i migliori risultati. Fino a quando i rubinetti delle banche centrali resteranno aperti, mi aspetto che questo trend continui.
COMMENTA LA NOTIZIA