Ancora ottimismo sull'azionario ma ci vuole uno stock picking rigoroso

Inviato da Redazione il Mer, 23/04/2014 - 10:15
Ancora ottimismo sull'azionario ma ci vuole uno stock picking rigoroso Di seguito pubblichiamo l´aggiornamento della nota trimestrale di Pierre Puybasset, portavoce per la gestione di Financière de l'Echiquier. Secondo l´esperto il quadro di fondo appare ancora favorevole ai mercati azionari. Dopo i rialzi messi a segno dagli indici azionari negli ultimi due anni, a detta di Puybasset in questa fase una selezione rigorosa dei titoli dovrebbe portare buoni risultati. Per quanto riguarda la componente obbligazionaria, secondo il gestore la preferenza in questo momento va invece accordata ancora ai Corporate bond. Il 2014 è iniziato sotto i migliori auspici. La crescita mondiale accelera grazie alla buona tenuta dell´economia americana e al miglioramento del quadro macroeconomico in Europa. L´ottimismo nei confronti dei mercati azionari rimane complessivamente giustificato in quanto dovrebbero continuare ad approfittare di un ritorno dei flussi. Non dimentichiamo tuttavia che le tendenze economiche variano notevolmente a seconda delle aree. Negli Stati Uniti, la FED ha dato il via alla fine delle politiche di allentamento quantitativo (tapering), con il conseguente rialzo dei tassi a lungo termine. Tuttavia, la nuova Presidente della Banca Centrale americana, Janet Yellen, ha altresì affermato il mantenimento di una politica monetaria accomodante per i prossimi semestri in attesa della conferma di una ripresa forte e che crei occupazione. Fino a metà 2015, i tassi di riferimento dovrebbero rimanere bassi e il contesto positivo per i mercati finanziari americani. Un segmento ci spinge però a una particolare prudenza: quello delle azioni americane, già correttamente valutate o addirittura sopravvalutate in alcuni settori (internet e biotecnologie). In Europa, il trend migliora grazie ai coraggiosi programmi di riforma realizzati nell´Eurozona. La ripresa rimane tuttavia troppo incerta ancora per ipotizzare una modifica della politica monetaria della BCE: Mario Draghi si adopera per mantenere nel tempo una politica di tassi accomodante controllando attentamente l´andamento dell´inflazione. L'accelerazione delle pressioni deflazionistiche scatenerebbe sicuramente una fase di quantitative easing che sarebbe probabilmente apprezzata dagli investitori. Nel mentre, osserviamo un forte allentamento sugli spread dei paesi del Sud, accompagnato dal ritorno dei flussi sulle azioni da parte degli investitori internazionali. Sottolineiamo che l´accumulo di liquidità nei bilanci aziendali fa presagire il meglio in materia di buyback azionario, di dividendi e di operazioni di fusioni e acquisizioni. Il quadro ci sembra favorevole per i mercati azionari: una selezione rigorosa dei titoli dovrebbe portare buoni risultati dopo due anni di aumento degli indici. Per gli emergenti è d´obbligo essere ancor più vigili, a maggior ragione data l´eterogeneità dell´area composta da realtà molto diverse tra di loro. I provvedimenti di riforma adottati in Cina dovrebbero produrre i loro effetti, anche se non dobbiamo dimenticare che la realtà è più complessa per altri paesi. Questo avviene, tra l´altro, per le economie con disavanzi della bilancia delle partite correnti, penalizzate da un quadro meno favorevole per i rifinanziamenti. Ciò detto, le valutazioni delle azioni dei paesi emergenti rimangono estremamente attraenti: abbiamo iniziato a individuare alcuni punti di ingresso che sembrano promettenti...
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