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Zucchi prevede il ritorno all’utile nel 2007 e tratta per un’allenza in India

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Il gruppo Vincenzo Zucchi procede in anticipo sul tabellino di marcia e prevede di tornare in utile già da quest’anno, ovvero un anno prima rispetto agli obiettivi fissati nel piano industriale 2006-2008. Il management della società specializzata nella produzione di biancheria per la casa lo ha sottolineato questa mattina, in occasione dell’incontro con la comunità finanziaria, nel giorno dopo l’uscita dei numeri riferiti al bilancio del 2006. Bilancio che ha evidenziato un risultato netto in rosso per 11,2 milioni di euro, contro la perdita di 51,5 milioni dell’anno prima; ricavi in calo a 300,5 milioni, rispetto ai 330 milioni del 2005; un margine operativo lordo (Ebitda) passato in positivo a 21,3 milioni se raffrontato con il rosso di 30,5 milioni dell’anno precedente; un risultato operativo (Ebit) anch’esso passato in nero a 1,1 milioni, rispetto alla perdita di 53,2 milioni del 2005. “Il gruppo Zucchi – ha esordito il presidente, Marco Vitale – viene da una crisi legata al ritardo di adattamento a un nuovo contesto. Il fatturato consolidato è felicemente diminuito dal momento che si è ridotta la parte non profittevole per lasciare spazio a quella profittevole. L’Ebit, ben lungi da essere soddisfacente, ha segnato una tappa fondamentale. Prevediamo il ritorno all’utile e dunque anche al dividendo entro il 2007, con un anno di anticipo rispetto agli obiettivi”.


Attraverso i profondi interventi di ristrutturazione che hanno interessato sia la parte industriale (gli stabilimenti sono scesi da 15 a 8), sia le strutture operative Zucchi ha raggiunto non soltanto l’equilibrio operativo (Ebit a 1,1 milioni) ma ha anche ridotto l’indebitamento finanziario netto, che a fine 2005 si attestava a 151 milioni e che a fine 2006 è sceso a quota 122 milioni. Come ha spiegato l’amministratore delegato, Matteo Zucchi, il risultati del 2006 non sono stati certo aiutati dalla voce oneri finanziari, aumentati a 8,8 milioni di euro per effetto di un mix di fattori quali l’effetto negativo delle differenze di cambio, la contabilizzazione Ias e l’incremento della tassazione.

Il management di Zucchi, pur mantenendo sotto stretto controllo l’indebitamento e i costi, cui si vuole dare comunque un ulteriore taglio, ha deciso di spostare il baricentro delle attività su quelle commerciali e distributive, con l’obiettivo di migliorare la redditività e porre le basi per un ritorno alla crescita. Il gruppo ritiene che la crescita sia raggiungibile sia per linee interne sia per linee esterne. “Per quanto riguarda la crescita interna ha sottolineato Zucchi – stiamo lavorando sulle dimensioni di marca, anche per coprire il mercato in maniera un po’ più verticale. Inoltre abbiamo un focus sulla distribuzione e sugli altri Paesi in cui siamo presenti, oltre all’Italia e alla Francia, dove ormai è difficile conquistare ulteriori quote di mercato. Vogliamo crescere, aumentando il fatturato, soprattutto in Germania e Spagna”.


La crescita per linee esterne contempla lo sviluppo di nuove licenze, di nuove alleanze strategiche e, “come opzione futura”, anche nuove acquisizioni. “Nell’ambito della revisione delle licenze e alla luce dello stop alla licenza Armani, stiamo ricercando un’altra licenza che possa sostituire Armani. Sono già in corso trattative avanzate con gruppi importanti. Per quanto concerne le alleanze strategiche è stato avviato un progetto esplorativo su possibili partnership in Asia e, in particolare, ci sono discussioni aprte con il partner indiano Welspun, “già leader in India nel settore della spugna e con cui abbiamo una joint venture da 4 milioni di euro di fatturato al 50-50 da già 10 anni. Si tratta di un partner preferenziale quindi per una possibile alleanza, che potrebbe andare dalla stipula di un contratto di fornitura pluriennale a una alleanza un po’ più estesa”. Zucchi, come ha precisato l’a.d., guarda anche alla Cina, che tuttavia “ha profonde differenze con l’India in quanto è più evoluta dal punto di vista distributivo. L’India invece è più interessante dal punto di vista delle forniture”.


In termini di redditività le previsioni per l’anno in corso stimano un fatturato stabile, “nel cui ambito però – come ha spiegato Zucchi – verrà rivisto il mix”, un rapporto Ebitda/fatturato superiore al 10% e, come già detto, il ritorno all’utile.