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La zona Cesarini: l’Italia prende la strada giusta?

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All’ultimo minuto. E’ già accaduto numerose volte nella storia d’Italia che il paese abbia reagito prima che sia troppo tardi. Basteranno gli sviluppi del quadro politico che si sono palesati nelle ultime quarantotto ore per tirare fuori l’Italia dalla brutta situazione in cui si trova?
La carica di senatore a vita concessa dal Presidente della Repubblica a Mario Monti non è solo un premio per aver “illustrato la Patria per altissimi meriti” ma un preciso segnale. Il presidente dell’Università Bocconi ed ex-commissario Ue è chiamato ora a salvarla quella Patria. Il prossimo passo è la costruzione di un governo che sia di unità nazionale e abbia il sostegno dei principali partiti di opposizione e maggioranza. Manca ancora questo tassello che potrebbe essere risolto nel corso della giornata ma la strada pare ormai imboccata.

Un “accordo di larghe intese per la realizzazione delle riforme urgenti necessarie. Una guida tecnica si è sempre dimostrata in grado di superare fasi di emergenza nella storia del nostro Paese” era il primo obiettivo dei quattro elaborati dagli analisti dell’Associazione italiana analisti finanziari (Aiaf), da raggiungere “con urgenza, determinazione e senso di responsabilità”. L’obiettivo può dirsi ormai raggiunto. Anche il quarto punto evidenziato dall’Aiaf potrebbe essere a portata di mano in quanto conseguenza diretta della svolta a livello politico e della presentazione di un piano di risanamento credibile: “La Banca centrale europea, seppur mantenendo un’adeguata condizionalità rispetto alle misure di finanza pubblica necessarie, deve drasticamente incrementare l’ammontare degli interventi nel mercato dei titoli di stato italiano”.

Terzo punto, aggredire il debito pubblico: “Una terapia shock di forte riduzione del debito (almeno 200 miliardi di euro) attraverso la tassazione dei livelli più elevati di patrimonio, con un impatto sulla crescita economica largamente inferiore rispetto a quello di un’ulteriore tassazione del reddito”. Secondo gli analisti di Aiaf i mercati non sarebbero disposti ad attendere una riduzione del debito tramite i meccanismi della crescita economica (peraltro quasi inesistente ndr) e del saldo primario. “L’unica alternativa che l’Italia ha a disposizione – prosegue il report – è quella di un trasferimento parziale di ricchezza privata al settore statale, accompagnata da meccanismi di deduzione parziale dal reddito per poter penalizzare gli evasori fiscali e da un drastico taglio dei costi della politica per aumentare l’accettabilità sociale di tali misure”. Il terzo punto è strettamente legato alla presentazione di quello che eventualmente potrebbe diventare il “piano Monti” se il governo di larghe intese dovesse definitivamente decollare.

Infine, il terzo obiettivo è la possibilità di richiedere formalmente “un programma precauzionale al Fondo monetario europeo o all’Unione europea nel caso si dovesse manifestare l’impossibilità, per il Tesoro italiano, di accedere al mercato in asta per lungo tempo”. Per il momento sembra non essercene bisogno dopo l’esito positivo dell’asta dei Bot tenutasi in mattinata con una domanda doppia rispetto all’offerta sebbene con rendimenti elevati (6,08%).

Alessandro Piu
Ufficio Studi Brown Editore

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