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Zapatero pronto a salvare le cajas, per gli analisti è grande il rischio insolvenza per le banche

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Sotto il cielo di Madrid c’è una mina che rischia di deflagrare. Altro che Tigre irlandese ridotta ormai a micio spelacchiato, altro che scricchiolii avvertiti all’ombra del Partenone. L’eventuale crisi del sistema bancario spagnolo sarebbe una bufera di quelle difficili da immaginare per lo sconvolgimento che provocherrebbe nel Vecchio Continente. Nulla da paragonare con le scosse avvertite in Europa fino a questo momento sotto il peso della crisi del debito sovrano. Eppure oggi è il quotidiano El Confidencial a riproporla d’attualità. Secondo il giornale il governo spagnolo potrebbe ricapitalizzare le casse di risparmio del Paese con almeno 30 miliardi di euro. Ma nel peggiore dei casi l’ammontare potrebbe salire a quota 80 miliardi.


Anche il Pais rilancia la paura, sostenendo che al Palacio Real starebbero valutando una nuova ricapitalizzazione per la rete della casse di risparmio, l’anello debole del sistema bancario in Spagna e la loro trasformazione in banche quotate in borsa. Secondo questo quotidiano, che non ha specificato le sue fonti, il Ministero dell’Economia e la Banca di Spagna ritengono che due misure siano necessarie: iniettare più denaro pubblico per rafforzare il capitale delle casse e accelerare la loro trasformazione in banche. Non è un mistero per nessuno che gran parte dell’inquietudine internazionale sulla Spagna sia causata e alimentata dai dubbi generati dalle casse di risparmio come risultato del deterioramento del mercato immobiliare del Paese.

La Spagna è stata, ancora una volta nelle ultime settimane, il tema principale dei mercati internazionali per i timori sulla sua solidità finanziaria e sulla capacità di rilanciare la sua economia dopo la recessione del 2009. La Banca di Spagna, per ora, non ha fatto commenti su questo articolo. Ci pensano gli analisti. Secondo Ignacio Ulargui, chief analyst del Bbva, il 2011 sarà l’anno della verità per la Spagna e le sue banche. “La voce net interest income continuerà a riflettere la competizione per i depositi, almeno fino al primo semestre 2011, e anche gli altri costi di finanziamento. Mentre gli accantonamenti scenderanno leggermente nel corso di quest’anno di circa il 7% per le banche domestiche, ma questo non le salverà: nonostante tutto non verrà compensato il calo a livello di top line”, prevede l’esperto del primario istituto iberico, che ha per questo motivo ridotto del 23% le stime di utile netto.

 

In termini di qualità del credito l’esperto ha messo in conto che il deterioramento continuerà nei prossimi trimestri, nonostante le performance dovrebbero confermarsi in linea con il 2010. Quest’analisi è solo l’ultima riprova di quello che aveva annunciato la Banca centrale della Spagna nei mesi scorsi. L’Istituto centrale spagnolo ha tracciato un quadro con più ombre che luci per il sistema finanziario iberico: ha quantificato sofferenze sui prestiti per le banche in 100 miliardi di euro, ossia pari al 5,5% del totale dell’esposizione creditizia. Ma questi calcoli, avvertono gli esperti di Ubs, non tengono conto del rischio concreto di non rientro da parte dei debitori. Se applichiamo questo “dettaglio”, il rischio perdite sale dal 5,5% a oltre il 10% del totale dei crediti. Le stime di Ubs collimano con quelle firmate dagli esperti Barclays Capital secondo cui le perdite potenziali per le banche spagnole si aggirano in una forchetta che spazia tra i 146 miliardi a oltre i 200 miliardi di euro.

 

Come osserva Antonio Garcia Pascual di Barclays Capital “la ristrutturazione e la ricapitalizzazione del settore delle banche di risparmio è probabilmente il più importante e pressante impegno per il governo spagnolo in questo momento”. “Siamo dell’idea che se per questa vicenda sarà trovata una soluzione, i mercati riceveranno un regalo davvero importante per poter reagire alla crisi”. Secondo l’esperto le casse di risparmio spagnole avranno bisogno di qualcosa come 46 miliardi di euro in uno scenario base che potrebbero salire a quota 92 miliardi in uno scenario di stress. A questi numeri, aggiunge, dovrebbero essere aggiunti addizionali 32-78 miliardi di euro citati dalla stampa.

 

“Il processo di consolidamento è in divenire e a nostro avviso accelererà nei prossimi mesi. Da 45 cajas prima della crisi, sono diventate 17 ed è molto probabile che il numero delle casse di risparmio scenda sotto quota 10”, conclude Pascual. Considerando inoltre che la Spagna dovrà rifinanziare quest’anno qualcosa come 150 miliardi di euro, di cui la metà in capo alle banche, c’è ne abbastanza per capire che la situazione è davvero esplosiva. “Tutto il 2011 sarà un anno di sfida per le banche spagnole”, rimarca, concludendo sibillino Ignacio Ulargui di Bbva. “Avremo un’erosione dei margini, un’erosione della profittabilità, quindi è necessario diventare molto selettivi sul settore, la cui profittabilità dipenderà dall’evoluzione economica”. E anche dagli sviluppi di una crisi che potrebbe non aver ancora mostrato il suo lato più cattivo.