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Zaleski avvia gli smobilizzi anche a Piazza Affari, ecco chi trema

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Parte dal Monte dei Paschi la campagna di dismissioni del finanziere Romain Zaleski in Piazza Affari. Con un’operazione datata 10 ottobre, la Carlo Tassara, holding del finanziere franco-polacco, è scesa sotto il 2% nel capitale di Monte dei Paschi di Siena, da una partecipazione che in precedenza ammontava al 2,002%. Lo si è appreso oggi scorrendo il bollettino Consob sulle partecipazioni rilevanti. Potrebbe però essere solo il primo tassello di un processo di dimagrimento del portafoglio che rischia di coinvolgere anche pesi massimi come Generali, Mediobanca e Intesa Sanpaolo.


Risale solo a pochi giorni fa l’intensificarsi delle voci di mercato circa l’uscita di Zaleski dalle posizioni attualmente detenute. Il forte indebitamento nei confronti del sistema bancario e il crollo delle quotazioni delle ultime settimane pone infatti Zaleski di fronte alle richieste di reintegro delle garanzie prestate dalle banche finanziatrici. Zaleski potrebbe trovarsi allora costretto a smobilizzare altre quote azionarie in suo possesso.

Nei giorni scorsi il Corriere della Sera ha scritto che Zaleski avrebbe già richiesto un consulto ai suoi avvocati. Altri organi di stampa hanno riferito che dopo gli scrolloni di Borsa il patrimonio netto del gruppo potrebbe essere negativo. Secondo una stima citata dal Sole 24 Ore invece Zaleski avrebbe già smobilizzato partecipazioni, principalmente all’estero, per un controvalore di circa 2 miliardi.


Ma quali sono i titoli che potrebbero essere interessati dal processo di svendita? La scuderia di Zaleski vanta nomi di primo piano di Piazza Affari, ma anche partecipazioni in società di media capitalizzazione prevalentemente nel settore dei servizi di pubblica utilità. Il finanziere ha una partecipazione stimata in 590 milioni di titoli in Intesa Sanpaolo (quota già ridotta dal 5,89 al 5%), 15 milioni di azioni Ubi, 469 milioni di azioni Edison, 78 milioni di titoli A2A, 31 milioni di titoli Generali (pari a circa il 2,2%) e, fino al 10 ottobre scorso, 138 milioni di azioni Mps. In Mediobanca detiene infine circa il 2,2%.