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Yuan: visto ancora in calo, ma non è guerra valutaria (analisti)

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Lo yuan calerà ancora ma non si tratta di guerra valutaria da parte della Cina. Ne è convinto Hans Bevers, senior economist di Petercam, secondo cui l’aggiustamento dello yuan della scorsa settimana dovrebbe essere visto principalmente nel contesto storico, politico ed economico cinese più ampio, piuttosto che come un tentativo dettato dal panico di dare una spinta alle esportazioni. “Sebbene sia certamente vero che la crescita abbia rallentato ulteriormente dall’inizio dell’anno e che l’incertezza in termini di politica economica stia aumentando, l’affermazione secondo cui la Cina sta iniziando a partecipare alla guerra valutaria globale sembra, per molte ragioni, infondata. Detto questo, ciò non eviterà, necessariamente, un ulteriore deprezzamento del renminbi in futuro – spiega Bevers – Il motivo è che, nonostante tutti gli sforzi in corso in termini di riforme, la Cina deve ancora affrontare sfide significative per risolvere i suoi squilibri economici, facendo in modo, allo stesso tempo, che i tassi di crescita restino alti”.