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Yen protagonista assoluto sul Forex, sterlina nuovamente sotto pressione

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Yen protagonista oggi sul mercato valutario beneficiando della prudenza che aleggia sui mercati finanziari. Il cross dollaro/yen si è riportato nelle ultime ore sotto la soglia dei 90 yen a alle 11.00 viaggia a quota 89,75 yen (-0,58%). Moneta nipponica che sale con decisione anche nei confronti dell’euro con cross euro/yen sotto area 122 yen. Oggi il leading indicator del Giappone ha fatto segnare il decimo rialzo consecutivo attestandosi a 99, 9 punti a gennaio dai 97,4 del mese precedente. Battute le attese del mercato che erano ferme a 99,6 punti. Gli esperti di Barclays Capital, in assenza di un vero e proprio aumento dell’avversione al rischio sui mercati, cercano due possibili spiegazioni all’ascesa dello yen: la prima sta nella diminuzione della liquidità sul Forex prima del’uscita dei dati sul mercato del lavoro negli Usa venerdì scorso, liquidità che non è tornata indietro; secondariamente questo calo della liquidità potrebbe significare che i flussi di un particolare gruppo di investitori potrebbero tendere a dominare i prezzi. In questo caso “è molto probabile che si verifichi il rimpatrio dei flussi delle imprese giapponesi prima della fine dell’anno finanziario a fine marzo”, concludono la loro analisi gli esperti della banca d’affari britannica.

Tra le altre valute ancora una giornata difficile per la sterlina che cede terreno rispetto alle altre principali valute. Il cross sterlina/dollaro viaggia nei pressi dei minimi a 10 mesi nuovamente sotto quota 1,50 sul debole recupero dei prezzi immobiliari. I numeri arrivati dal Royal Institution of Chartered Surveyors (Rics) evidenziano una bilancia dei prezzi delle case (ossia gli agenti immobiliari che hanno dichiarato rialzo dei prezzi rispetto a quelli che hanno riportato dei cali) a +17 punti a febbraio rispetto ai +30 attesi dal mercato e ai +31 del mese precedente. Oggi è inoltre arrivato il dato sul deficit della bilancia commerciale della Gran Bretagna che si è attestato a gennaio a 8 mld di sterline dai 7 mld gbp di dicembre.

Debolezza della sterlina alimentata anche dalle parole dell’agenzia di rating Moody’s che ha rimarcato come la crescita del debito pubblico britannico costringe il governo di Londra a muoversi con maggior cautela e difficilmente si potrà permettere nuovi salvataggi nel settore bancario senza avere come contraccolpo un indebolimento del profilo di credito, o in alternativa ricorrendo a un aumento della tassazione.

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