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Yen in evidenza a maggio, analisti stimano ulteriore rafforzamento

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Il mese di maggio si chiude all’insegna dello yen. Segno più per la divisa del Sol levante che negli ultimi trenta giorni ha capitalizzato un miglioramento del contesto macro che riduce drasticamente le probabilità di nuove misure di stimolo da parte della banca centrale. A riprova dell’efficacia dell’Abenomics, il mix di monetario-fiscale chiamato a tirar fuori l’economia nipponica da anni di deflazione, oggi sono arrivati i dati relativi l’andamento dei prezzi al consumo ad aprile.

Nel mese in cui è scattato l’incremento dell’imposta sui consumi dal 5 all’8 per cento, l’inflazione nazionale in versione “core” (quella calcolata al netto dell’andamento dei prezzi dei prodotti alimentari freschi) ha registrato un incremento del 3,2% annuo (+1,3% mensile) superando le stime degli analisti, ferme al 3,1% tendenziale.

Seppur “dopato” dall’aumento dell’Iva, il dato segna il livello massimo da due decenni e dovrebbe spingere la Bank of Japan nella riunione della fissata per il 13 giugno a confermare l’attuale livello di stimoli monetari. “La BoJ dovrebbe essere soddisfatta dei risultati dell’attuale politica”, ha detto Ian Stannard, capo degli strategist valutari europei di Morgan Stanley.

Con i rendimenti dei decennali statunitensi ai minimi da quasi un anno, l’incrocio con il biglietto verde è sceso fino a 101,49¥ mentre quello con la moneta unica ha toccato 138,07. A livello mensile i due cross segnano rispettivamente un calo di mezzo punto percentuale e del 2,1%.

Secondo Lee Hardman, analista valutario di Btmu, il processo di rafforzamento dello yen “è riconducibile al sostegno offerto dal restringimento del differenziale tra i tassi esteri e quelli giapponesi”. “Il calo dei rendimenti esteri ha finora rappresentato uno dei trend più rilevanti del 2014” e la divisa nipponica “è stata una di quelle che ha approfittato di più della situazione”.

Nel caso dell’incrocio con il biglietto verde Stannard stima che nel giro di due mesi lo yen romperà la media mobile a 200 giorni a 101,4 per scendere a 100,75.