Yen e dollaro fanno la voce grossa sui mercati valutari

Inviato da Redazione il Ven, 15/01/2010 - 10:13

Nonostante la buona intonazione dei mercati azionari, in scia soprattutto ai positivi riscontri trimestrali arrivati da Intel, sul mercato valutario prevale la cautela in scia ai deboli dati economici arrivati ieri dagli Usa. E pertanto oggi si sta accentuando il movimento rialzista del dollaro e soprattutto dello yen in virtù del loro ruolo di "valute rifugio". Alle 10.10 il cross euro/dollaro viaggia a 1,4406 dollari (-0,64%), mentre lo yen guadagna lo 0,47% rispetto al dollaro statunitense e l'1,13% rispetto all'euro. Cede terreno il dollaro australiano (-0,57% rispetto al dollaro Us) dopo il balzo di ieri in scia al calo a sorpresa del tasso di disoccupazione australiano.

Pesano anche i timori che si stanno diffondendo sul mercato circa il possibile rallentamento del credito bancario cinese che potrebbe rallentare la crescita della terza economia mondiale.

Sul fronte economico, a deludere ieri sono state soprattutto le vendite al dettaglio scese a sorpresa dello 0,3% m/m negli Usa a dicembre. Gli analisti si attendevano una crescita pari allo 0,4% dopo il +1,3% di novembre. Indicazioni negative anche dal consueto dato sulle nuove richieste settimanali di disoccupazione, salite a 444 mila unità nella settimana al 9 gennaio rispetto alle 437 mila attese.

Oggi da monitorare i dati sull'inflazione al mese di dicembre relativi a Stati Uniti ed Europa (in uscita anche cpi Italia). Mercato che guarderà però soprattutto alla produzione industriale statunitense di dicembre, attesa ancora in risalita (+0,6% m/m dal +0,8% del mese precedente) e che potrebbe confermare il processo di ripresa del settore manifatturiero a stelle e strisce, che incide per metà sull'intera congiuntura Usa.
Infine, ultimo dato della settimana, sarà la fiducia consumatori elaborata dall'Università del Michigan. La lettura preliminare di gennaio è attesa a 74 punti dai 72,5 di dicembre. Questo dato risulta il più tempestivo per valutare le condizioni dei consumatori poiché fornisce indicazioni del trend della spesa futura.

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