Yen ancora giù dopo conferma QE della BoJ

Inviato da Titta Ferraro il Mer, 22/05/2013 - 10:31
Nuova spiccata debolezza dello yen nel giorno in cui la Bank of Japan ha confermato la propria politica monetaria ultra-espansiva. Spiccano i nuovi massimi dal gennaio 2010 toccati in questi muniti dall'euro rispetto alla divisa nipponica con cross salito sopra quota 133 yen. La Bank of Japan oggi ha confermato i tassi di interesse nel range 0-0,1% mantenendo invariato il livello di acquisto di asset deciso lo scorso aprile con la base monetaria che si amplierà al ritmo di 60-70 mila miliardi di yen l'anno al fine di raggiungere un livello di inflazione del 2% entro i prossimi 2 anni. L'istituto centrale nipponico ha rimarcato come l'economia ha iniziato a riprendersi con le esportazioni che hanno evidenziato segnali positivi. Il governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, ha detto che la banca centrale monitorerà attentamente i movimenti del mercato dei titoli di Stato sottolineando che il recente aumento dei rendimenti dei JGB non sta avendo un grande impatto sull'economia del Giappone.

Tra le altre valute la sterlina si mantiene debole rispetto all'euro in attesa dei responsi che arriveranno oggi dalle minute della Bank of England. "Le minute potranno fornire un quadro più completo circa lo stato dell'economia Uk - commentano oggi gli analisti di CMC Markets - i cui miglioramenti non dovrebbero chiamare ulteriori QE, anche se qui è arduo avere l'ultima parola".
Il cross pound/euro è sceso sotto quota 1,17 sui livelli più bassi a oltre un mese. Minimi a sei settimane invece rispetto al dollaro statunitense con cross pound/$ sceso in area 1,513, livello più baso dal 4 aprile scorso. "La sterlina potrebbe avere un andamento erratico - sottolineano da CMC - e fintantochè rimane sopra 1,5030 è passibile di un ritorno a 1,5280". Ieri la sterlina aveva ceduto terreno in scia all'uscita dei dati sull'inflazione britannica, pari al 2,4% ad aprile dal 2,8% precedente. Si tratta del primo rallentamento dallo scorso settembre per i prezzi al consumo britannici ed ha alimentato la speculazione circa la possibilità di un futuro incremento del piano di allentamento quantitativo da parte della Boe.
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