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Yellen, ultimo discorso a Jackson Hole? No riferimento tassi, euro in rialzo verso $1,19

No News Good News. E così il Dow Jones ha guadagnato fino a +110 punti, mentre il dollaro ha accelerato al ribasso. Sui mercati effetto positivo dalle dichiarazioni di Gary …

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No News Good News. Nel suo intervento alla conferenza annuale di Jackson Hole, Wyoming, la numero uno della Fed Janet Yellen non ha fornito alcuna indicazione specifica sulla direzione della politica monetaria. Proprio l’assenza di commenti in tal senso ha galvanizzato ulteriormente i mercati, con il Dow Jones Industrial Average che è balzato anche fino a +110 punti, sostenuto ulteriormente dall’intervista di Gary Cohn, consulente economico di Donald Trump, al Financial Times.

Effetto anche sul dollaro, che ha accelerato al ribasso nei confronti delle principali valute, tanto da far avvicinare l’euro a quota $1,19, attorno a $1,1876. Verso lo yen, il dollaro ha perso terreno a JPY 109,17, deteriorandosi ulteriormente anche sulla sterlina, salita dello 0,62% a $1,2881.

Quello di oggi è stato probabilmente l’ultimo discorso nel simposio di Jackson Hole di Janet Yellen.

Il presidente americano Donald Trump si è mostrato infatti riluttante sulla possibilità di rinnovare il mandato del numero uno della Federal Reserve, che scade tra sei mesi, a febbraio.

Trump sarebbe propenso a sostituire Yellen proprio con Gary Cohn, al momento responsabile del National Economic Council, che tra l’altro sta contribuendo al sentiment positivo di Wall Street con le parole rilasciate all’FT.

Cohn ha detto infatti che Trump presenterà la sua agenda sul tanto atteso bazooka fiscale promesso ai tempi della campagna elettorale, nel corso della prossima settimana.

Il probabile successore di Yellen ha anche invitato il Congresso americano ad aumentare il tetto sul debito, anche perchè gli Stati Uniti “non possono essere messi nella posizione di rischiare un default“.

Tornando al discorso di Yellen a Jackson Hole, il numero uno della Fed ha piuttosto parlato dei progressi compiuti dal sistema finanziario dopo la profonda crisi di 10 anni fa circa, sottolineando l’importanza delle nuove regole che sono state introdotte. Fattore, questo, che sicuramente non aumenta le  chance di migliorare la posizione di Yellen agli occhi di Trump, che invece è a favore di una maggiore deregolamentazione.

Yellen ha rigettato le argomentazioni secondo cui l’introduzione di nuove norme abbia ostacolato l’attività bancaria, insistendo anzi sul fatto che l’imposizione di requisiti di capitali più alti ha reso possibile la crescita dei prestiti.

“Gli eventi della crisi hanno richiesto un’azione, le riforme necessarie sono state intraprese, e queste riforme hanno reso il sistema più sicuro“.

Per Yellen le crisi saranno comunque inevitabili in futuro, anche se importanti lezioni sono arrivate dai crash del mercato immobiliare.

In ogni caso, “il sistema finanziario ora è più sicuro, ma rimangono rischi fin troppo familiari”, tra cui l'”eccesso di ottimismo e il leverage”.

“Abbiamo imparato di nuovo questa lezione attraverso la sofferenza inflitta dalla crisi. Non potremo mai essere certi del fatto che nuove crisi non si ripetano, ma se conserveremo quanto imparato nella nostra memoria – insieme al costo doloroso imposto dalla recente crisi -, e se agiremo di conseguenza, avremo ragione di sperare che il sistema finanziario e l’economia faranno fronte a un numero inferiore di crisi e che ci sarà una ripresa (economica) più veloce dalle future crisi”.

Un giudizio positivo è stato rilasciato a favore della riforma Dodd-Frank e dei programmi di bailout delle banche che sono stati adottati nel periodo della crisi finanziaria. Yellen si è comunque mostrata flessibile all’introduzione di cambiamenti nell’assetto legislativo.

“Un insieme più ampio di cambiamenti al nuovo quadro di regolamentazione finanziaria potrebbe meritare una considerazione. Tali cambiamenti includono aggiustamenti che potrebbero rendere più semplici le regole che disciplinano le banche piccole e medie (…) ”

A tal proposito, il numero uno della Fed ha ventilato la possibilità di semplificare la “Volcker Rule”, che limita la capacità delle banche di fare trading per i propri profitti.

Allo stesso tempo, “eventuali aggiustamenti al quadro di regolamentazione dovrebbero essere modesti e preservare l’aumento della resilienza dei grandi dealer e delle banche interessate dalle riforme adottate negli ultimi anni”.