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Yellen “confident” su economia Usa, il dollaro innesta il turbo

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La Federal Reserve ieri non ha deluso le attese ed ha alzato il costo del denaro di 25 punti base, portando il flusso sui Fed Funds nel range 0,5-0,75%. L’azione della Fed era in gran parte già scontata ed attesa dal mercato, ma a sorprendere gli operatori è stata la risolutezza con cui il board del FOMC (Federal Open Market Committee) ha preso la decisione.

Infatti la scelta di alzare i tassi di interesse statunitensi è stata presa all’unanimità dal board presieduto da Janet Yellen, donando ancora maggior rilievo alla scelta, anche alla luce di una situazione economica prevista in surriscaldamento il prossimo anno.

Il giorno dopo la decisione dell’istituto gli effetti delle scelte prese dalla Yellen si stanno propagando sui mercati. Sul valutario il Dollar Index, che misura la forza relativa del biglietto verde, ha raggiunto i massimi dal gennaio del 2003 a 102,96 punti. Specularmente, anche il tasso di cambio fra la divisa americana e la moneta unica europea è scivolato in tarda mattinata a 1,0395 dollari, aggiornando anch’esso i minimi dal 2003.

L’andamento del cross valutario “ha risentito soprattutto delle considerazioni fatte dalla governatrice Janet Yellen nel corso della conferenza stampa” sostiene Carlo Alberto de Casa, chief analyst di ActivTrades, che pone l’accento su una particolare parola pronunciata dalla numero uno Fed: “considerably”, in riferimento all’inflazione. Infatti l’anno prossimo le politiche monetarie dell’istituto guidato da Janet Yellen dovranno inevitabilmente fare i conti con le scelte di politica economica del nuovo presidente Donald Trump. Il mix di allentamento fiscale e politiche protezionistiche è infatti destinato ad incidere sia sulle stime di crescita economica che di inflazione.

Il mercato si aspettava una Fed attendista nella prima parte del 2017, in attesa di chiarire il peso della variabile Trump sull’economia a stelle e strisce, ma tuttavia “la decisione di porre tre rialzi nel corso del prossimo, anziché due come stimato dagli analisti, ha sorpreso il mercato”, spiega De Casa dalle sale operative di Londra, argomentando che “l’ottimismo espresso dalla Yellen circa l’economia Usa potrebbe fornire una premessa ideale per dare il via ad una nuova fase ribassista dell’eurodollaro”.

Ma il cammino verso la parità potrebbe anche non essere così scontato e incontrare degli ostacoli nel corso del 2017. Infatti, aggiunge De Casa “rimane ancora tutta da definire la posizione che Donald Trump assumerà nei confronti della Fed una volta insediato nella Casa Bianca”.