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Yahoo! lascia aperto uno spiraglio per Microsoft

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Sarà stata la riluttanza di Yahoo nell’accettare l’offerta di Microsoft ad allontanare quest’ultima dal tavolo delle trattative o sarà stata la compagnia di Redmond a “scegliere di andarsene”, come dichiarato dall’amministratore delegato di Sunnyvale, Jerry Yang, nel momento in cui “stavamo cercando un terreno comune per trovare un accordo”?


Ora si scommette se sarà Yahoo a lasciar aperto uno spiraglio per un ritorno al tavolo del negoziato di Microsoft o se invece sarà la compagnia guidata da Steve Ballmer a decidere di ritornare a trattare con chi quello spiraglio è sembrato volerlo chiudere.

Due punti di vista diversi a seconda che ci si trovi dietro alla scrivania del numero uno di Yahoo!, Yang, o di quello di Microsoft, Ballmer, che sabato scorso ha deciso di ritirare l’offerta di acquisto del motore di ricerca dopo il rifiuto dei 33 dollari per azione messi sul piatto, già ritoccati rispetto ai 31 iniziali ma ancora pochi per chi ne chiedeva 37.


Il mercato, per il momento, ha dimostrato di voler guardare la questione con gli occhiali di Ballmer e lo ha dimostrato ieri penalizzando fortemente i titoli Yahoo, che hanno chiuso la seduta con un ribasso di 15 punti percentuali a 24,37 dollari. La discesa potrebbe proseguire ed è chiaro ciò che si pensa sui floor di Borsa: Yahoo ha molto da perdere rifiutando Microsoft. Forse ne è cosciente lo stesso amministratore delegato del motore di ricerca di Sunnyvale, apparso il più deluso dalla chiusura di Microsoft: “Hanno iniziato loro e se ne sono andati” ha dichiarato, dicendosi più che disposto ad ascoltare “se hanno qualche cosa da dire”. Una lamentela che si scontra con la netta presa di posizione di Ballmer: “Le richieste economiche avanzate da Yahoo non hanno senso per noi”.


Insomma il pallino sembra avercelo in mano Microsoft sebbene anche per quest’ultima un unione con Yahoo avrebbe rappresentato un passo importante nel tentare di contrastare il nemico comune Google, con cui tra l’altro è la stessa Yahoo a flirtare in cerca di accordi pubblicitari e di ricerca su internet, antitrust permettendo.


Jerry Yang mostra comunque fiducia e tra gli operatori si torna a guardare alla presenza di contatti con altri potenziali partner, tra i quali America On Line di Time Warner e News Corp. di Rupert Murdoch. Né la prima, né la seconda possibilità hanno tuttavia convinto appieno il mercato nel momento in cui sono state ventilate nei mesi scorsi, se non per l’utilità che in esse è stata vista dal punto di vista speculativo con una possibile battaglia al rialzo delle offerte su Yahoo.