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Yahoo in crisi: al vaglio vendita attività internet o quota Alibaba

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Uno dei primi storici motori di ricerca web al mondo, fondato nel lontano 1994, potrebbe presto scomparire dal mercato. Si tratta di Yahoo che da anni sta attraversando una profonda crisi. Una notizia choc anticipata da “The Wall Street Journal” e che ha messo le ali al titolo nell’afterhours a Wall Street (+7% a 36,09 dollari ad azione), spazzando via la debole chiusura (-0,3% a 33,71 dollari ad azione).
Secondo quanto riportato dal quotidiano finanziario americano, il consiglio di amministrazione di Yahoo, guidato dal 2012 da Marissa Mayer (in attesa di due gemelli che dovrebbero nascere proprio a dicembre) avrebbe in programma nel corso di questa settimana svariati meeting per valutare due possibilità per il futuro della società di Sunnyvale.
Come riportato dal Wall Street Journal, che cita fonti vicine all’operazione, da oggi e fino a venerdì il board dell’azienda discuterà della vendita delle proprie attività core, ossia legate ad internet, compresi i servizi storici come e-mail e news, in alternativa la cessione della partecipazione pari al 15% detenuta in azioni Alibaba (da oltre 30 miliardi di dollari di controvalore). Il colosso cinese delle vendite online che oramai sembra essere rimasto uno dei pochi punti di forza nella galassia Yahoo. 
Al momento, sottolinea il quotidiano Usa, non c’è garanzia alcuna che un accordo per la cessione di una parte o della totalità di Yahoo si materializzerà. In passato, la società ha preso in considerazione grandi operazioni di fusione, in particolare con Microsoft, che non è andata a un buon fine.
Yahoo, trimestrale sotto attese
A fine ottobre il gruppo di Sunnyvale ha alzato il velo su risultati del terzo trimestre dell’anno. Il penultimo quater dell’anno è stato archiviato con profitti pari a 76 milioni di dollari, ossia 8 centesimi ad azione, contro i 6,77 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2014, quando ha beneficiato della parziale cessione delle azioni possedute in Alibaba. Al netto delle poste non ricorrenti, l’utile per azione (Eps) si è attestato a 15 centesimi rispetto ai 16 centesimi indicati dal consenso Bloomberg. Nei tre mesi conclusi a fine settembre Yahoo ha visto i ricavi attestarsi a 1,23 miliardi di dollari contro i 1,15 miliardi registrati nell’analogo periodo nel 2014. Un fatturato in crescita, ma inferiore alle previsioni degli analisti che pronosticavano un dato pari a 1,27 miliardi di dollari. I ricavi ex tac, cioè escludendo il valore dei costi di acquisizione del traffico, sono diminuiti dell’8% a 1 miliardo contro i 1,02 miliardi indicati dal mercato.
 
Per il quarto trimestre 2015 Yahoo si attende un giro d’affari compreso tra 1,16-1,2 miliardi di dollari, mentre il margine operativo lordo rettificato è visto nel range tra 160-200 milioni di dollari (stime Bloomberg a 278,5 milioni di dollari).