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Yahoo: Google muove, Murdoch si smarca

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Assume sempre più i contorni di una battaglia il tentativo di conquista di Yahoo da parte di Microsoft. La mossa del gruppo di Redmond sembra infatti aver dato la scossa agli operatori del settore, che si starebbero muovendo in soccorso della società internet. Non è un caso che solo ieri il fondatore di Yahoo, Jerry Jang, abbia chiarito che il gruppo sta valutando più di un’opzione.


 

Ecco così un fiorire di indiscrezioni, la più rilevante delle quali vedrebbe Google impegnata in una proposta di collaborazione a Yahoo nella raccolta pubblicitaria. Già ieri il Wall Street Journal aveva riportato un rumor secondo il quale l’amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, avrebbe chiamato Yang per offrire l’aiuto di Google a qualsiasi sforzo necessario a ostacolare l’offerta di Microsoft. La regina incontrastata della pubblicità online si starebbe dunque muovendo per arginare un’operazione che ha evidentemente connotati preoccupanti per il mantenimento della sua leadership. Una chiara dimostrazione la si è avuta dalla lettura di un lungo commento di David Drummond, senior vice presidente di Google, sul blog aziendale: “Questa non è una semplice fusione – si legge – l’offerta ostile di Microsoft verso Yahoo alimenta quesiti problematici. E’ più di una semplice transazione finanziaria. Si tratta di preservare i principi sottostanti a internet: apertura e innovazione”. Un esplicito riferimento a possibili mire monopolistiche di Microsoft nel settore internet dopo aver già acquisito una larga leadership nel mercato del software.


 


Intanto si sfoltisce la rosa dei possibili pretendenti per la mano di Yahoo. Dalla cerchia si è chiamata fuori ieri la News Corp di Rupert Murdoch, che ha fatto sapere di non essere interessata. Restano in gioco – ma si tratta solo di voci non confermate – Viacom, Time Warner, At&T e, come accennato Google. Per la società di Mountain View sarebbe però improponibile pensare a una acquisizione o una fusione che solleverebbe il blocco dell’autorità antitrust.


 


Durante una conference call il direttore finanziario di Microsoft, Chris Liddel, ha invece dichiarato che per sostenere l’offerta da 44,6 miliardi di dollari (strutturata per metà in contanti e per metà in azioni) il gruppo potrebbe vedersi costretto a ricorrere al debito. Si tratterebbe della prima volta per una società che può vantare liquidità per circa 21 miliardi di dollari. Secondo Liddel però l’operazione potrebbe comportare un utilizzo di cassa superiore ai 20 miliardi. Liddel non ha invece risposto a una domanda particolarmente insidiosa, ossia se Microsoft abbia già cominciato ad acquistare azioni Yahoo sul mercato. Nella stessa conferenza il ceo Steve Ballmer ha detto di considerare l’offerta per Yahoo “generosa” e di avere intenzione di completare il deal entro la fine del 2008. I 44,6 miliardi offerti complessivamente rappresentano infatti 70 volte gli utili attesi per il 2008. Insomma una valutazione quasi da bolla della new economy.