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WestLB Mellon: i buoni propositi 2012 dell’obbligazionario europeo

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La corsa alla ricerca di sicurezza rappresentata dal bund prosegue nella prima parte del 2012. Lo confermano gli spread di rendimento richiesti ai titoli di Stato dei Paesi periferici dell’Eurozona rispetto al decennale tedesco. Per l’Italia stamane il differenziale si attesta nei pressi di 530 punti base. Ulteriore conferma è arrivata ieri dall’asta sui titoli semestrali teutonici, 3,9 miliardi di euro collocati con un rendimento negativo dello 0,0122 euro. In termini molto semplici è come se gli investitori fossero disposti a pagare qualche cosa in cambio della sicurezza.

La scelta potrebbe tuttavia essere penalizzante nel 2012, sia per il rendimento reale negativo, sia per la rinuncia a investire in obbligazioni di altre nazioni, o corporate, attualmente penalizzate oltremisura dal mercato. La pensa così Gunther Westen, head of asset al location di WestLB Mellon. Nella sezione dedicata all’obbligazionario europeo dell’outlook 2012 di BNY Mellon, il gestore lancia l’allarme sulla scarsa diversificazione di portafoglio, conseguenza del concentrarsi su asset meno rischiosi. Come, appunto, i titoli di Stato tedeschi. “Il Credit default swap (Cds) della Germania – evidenzia Westen – è salito a ottobre a 120 punti, livello massimo”.

Un movimento ormai datato ma che, secondo il gestore “indica l’aumentata probabilità di ulteriore integrazione fiscale nell’Eurozona. La Germania sostiene quasi un terzo del peso dell’Efsf e crediamo che il limite possa aumentare”. In buona sostanza saranno i contribuenti fiscali tedeschi, secondo Westen, a sopportare il maggior peso per salvare l’euro. La conseguenza non potrà che essere una convergenza degli attuali prezzi dei titoli di Stato all’intero dell’Eurozona. “Oltretutto – aggiunge Westen – le banche centrali delle economie sviluppate si sono impegnate in una strategia di reflazione inondando il mercato con quantità di liquidità mai viste finora”. Anche la Bce ha deciso infine di seguire, sebbene rimanendo all’interno dei paletti dei suoi principi fondamentali, la strada da tempo imboccata da Fed e BoE. “Se a queste politiche reflazionistiche si aggiunge l’inflazione generata nel breve termine dall’andamento rialzista delle commodity abbiamo come risultato delle condizioni non certo ideali per mantenere l’esposizione a tassi di rendimento bassi”.

Un ulteriore convinzione del gestore di WestLB che lo spinge a mantenere una visione positiva, o quanto meno speranzosa, sui titoli di Stato del Vecchio continente e dei Paesi periferici in particolare è la riduzione dello spread che ha interessato i titoli irlandesi: “Crediamo che il mercato non sia completamente sordo di fronte ai progressi nel consolidamento fiscale degli Stati. Inoltre esiste maggiore consapevolezza da parte della classe politica sulla necessità di trovare soluzioni effettive al problema del debito dell’Eurozona. Questi due fattori potrebbero portare a un’inversione della fase di alta tensione che stiamo attraversando. In un tale scenario i bond italiani e spagnoli potrebbero offrire interessanti opportunità di rendimento e diversificazione”.

Nonostante le premesse che potrebbero portare a un’evoluzione benigna dello scenario obbligazionario per l’Europa, Westen non dimentica le condizioni di estremo stress da cui ci si muove e conclude il report con un indicazione di prudenza: “Sicuramente compagna di viaggio del 2012 rimarrà la volatilità. A strada verso l’integrazione fiscale dell’Europa continuerà ad essere accidentata e lo scenario economico rimane incerto e non facilmente prevedibile. I premi per il rischio quindi potrebbero rimanere a livelli elevati ancora per qualche tempo”.

Alessandro Piu
Ufficio Studi Brown Editore