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Wells Fargo: 3,5 milioni di conti falsi, “rischia fine Lehman Brothers”. La spina nel fianco di Warren Buffett

“Ecco il motivo per cui Wells Fargo potrebbe non sopravvivere allo scandalo dei suoi conti finti”. E’ il titolo di un editoriale pubblicato su Fortune dopo la notizia.

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Lo scandalo dei conti fantasma di Wells Fargo si allarga.

Il colosso bancario che ha come primo azionista Berkshire Hathaway di Warren Buffett, ha reso noto che che il totale di conti che sono stati aperti all’insaputa dei clienti è di ben 3,5 milioni: una quantità superiore del 67% circa rispetto a quella che era stata inizialmente comunicata, quando era scoppiato lo scandalo.

E’ stata la stessa Wells Fargo a dare la notizia, facendo mea culpa e promettendo altri 3,7 milioni di dollari ai clienti vittime della frode. I soldi accantonati per lo scandalo ammontano così complessivamente a $10,7 milioni.

La stima iniziale dei conti finti era pari a 2,1 milioni: ciò significa che la banca, la terza più grande negli Usa, ha scoperto altri 1,4 milioni di conti finti in più.

Nella cifra astronomica di 3,5 milioni di conti falsi sono inclusi 190.000 conti che hanno imposto costi e commissioni illegali: anche quest’ultima cifra è stata rivista al rialzo da quella iniziale, secondo cui i conti colpiti da queste misure illegali erano stati 130.000.

La stampa americana si scatena e il sito Fortune scrive: “Why Wells Fargo Might Not Survive its Fake Accounts Scandal”, ovvero “Ecco il motivo per cui Wells Fargo potrebbe non sopravvivere allo scandalo dei suoi conti finti”.

La firma è di Peter Conti-Brown, assistant professor presso la Wharton School della University of Pennsylvania.

La rivelazione arriva, scrive l’esperto, anche dopo un altro danno di immagine di non poco conto: la banca ha ammesso infatti di avere erroneamente fatto pagare a più di 800.000 clienti assicurazioni su prestiti auto di cui non avevano più bisogno.

L’autore dell’editoriale fa notare come il rimpasto del board successivo allo scoppio dello scandalo un anno fa circa non sia stato sufficiente, finora, a dimostrare che l’istituto intende davvero voltare pagina.

“Il nuovo CEO è Tim Sloan – scrive Conti-Brown -, ex direttore generale della banca e direttore operativo sempre presso Wells Fargo dalla fine degli anni ’80”.

La notizia positiva, continua l’articolo, è che ad agosto Wells Fargo ha annunciato che Elisabeth Duke, “ex membro stimato del Fomc della Federal Reserve per tutto il periodo della crisi finanziaria, dal 2008 al 2013”, diventerà presidente della banca, sostituendo Stephen Sanger.

C’è dunque da sperare che le cose possano migliorare:

“Sebbene Wells Fargo stia facendo fronte a un tipo di crisi totalmente differente, l’esperienza di Duke sarà preziosa e potrebbe essere decisiva nel riuscire a trascinare la banca fuori dal pantano in cui è scivolata a causa dei suoi precedenti leader”.

Per l’esperto, se Duke e i suoi colleghi riusciranno finalmente a garantire ai mercati una piena trasparenza di quanto è accaduto, assumendo anche una responsabilità per questo scandalo – che non hanno mostrato negli ultimi mesi – allora “la storia potrebbe avere un lieto fine”.

Ma “se in questa settimana dovessimo assistere ad altre rivelazioni, senza che venga dimostrato un serio impegno a estirpare questo scandalo, allora potremmo ben presto parlare di Wells Fargo nel modo in cui abbiamo parlato di Wachovia, Washington Mutual, o Lehman Brothers“.

Non sono di certo ore facili quelle che sta vivendo in ogni caso, a prescindere dalle previsioni più nefaste sul futuro di Wells Fargo, Warren Buffett, primo azionista del colosso bancario, recentemente diventato anche primo azionista di Bank of America.

Buffett ha puntato su Wells Fargo agli inizi degli anni Novanta, attraverso la sua Berkshire Hathaway. Wall Street si chiede se per caso, visti tutti i problemi e il crollo della reputazione della banca, l’oracolo di Omaha non si sia per caso pentito.

Tra l’altro bisogna vedere quelle che saranno le conseguenze sul titolo che, come fa notare il Financial Times, dal giorno in cui lo scandalo è scoppiato – con l’imposizione di una sanzione di $100 milioni a carico di Wells Fargo da parte del Bureau di Protezione finanziaria dei consumatori in Usa, ha riportato un trend più negativo di quello del mercato, perdendo -7,6% nel 2017, rispetto al +10,4% dell’indice S&P 500. Il titolo è poco mosso attorno ai $51.

Ecco il trend dell’ultimo mese del titolo Wells Fargo, nel grafico di Bloomberg.