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Wall Street senza verve al giro di boa settimanale

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Wall Street chiude la seduta contrastata dopo le indiscrezioni secondo cui il nuovo round di quantitative easing della Fed ammonterebbe a poche centinaia di mld di dollari. Penalizzati quindi i listini azionari, che avevano scommesso su un intervento più consistente. Il Dow ha così terminato in calo dello 0,39% a 11.126,28 punti, lo S&P è arretrato dello 0,27% a 1.182,45 ed il Nasdaq con un +0,24% si è portato per la prima volta in sei mesi sopra quota-2.500 a 2.503,26 punti. Per quanto riguarda i dati macro, +3,2% per le richieste settimanali di mutui ed indicazioni contrastanti dall’indice relativo gli ordini di beni durevoli di settembre, che in versione completa ha sorpreso in positivo mettendo a segno un rialzo del 3,3% (consensus +2%), mentre il dato depurato del +15,7% della componente trasporti ha registrato un deludente -0,8% (+0,5%). Sopra le attese invece la crescita a 307 mila messa a segno dalle vendite di nuove case a settembre (consenso 300 mila unità).

A livello societario la “earnings season” continua a rubare la scena. Procter & Gamble (+0,35%) nel primo trimestre fiscale ha registrato un calo degli utili del 7% a 3,08 miliardi di dollari, pari a 1,02 dollari per azione, di 2c maggiore rispetto al consenso. +2% per il giro d’affari a 20,1 miliardi, al di sotto dei 20,27 miliardi previsti. Nonostante i profitti raddoppiati, -1,22% per ConocoPhillips, che vede salire l’utile a 3,1 mld, da 95c a 1,5 $ in versione adjusted. Peggiori delle stime invece i numeri di Sprint Nextel (-9,85%), che ha archiviato il terzo trimestre con una perdita di 30c per azione (consenso -28c). Nel comparto finanziario +2,12% per Bank of America, in scia della promozione a buy da parte degli analisti di Standpoint Research. Per quanto riguarda l’M&A, parità per Hertz (+0,09%) che ha annunciato l’acquisizione dell’australiana Flexicar, attiva nel settore del car-sharing.