Wall Street a rischio bolla: è sopravvalutata, sarà peggio del 1929 (analisti)

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“Siamo di fronte a una bolla finanziaria estremamente pericolosa. Le azioni agli attuali livelli sono decisamente sopravvalutate, peggio del 2007, peggio del 2000 e persino molto peggio del 1929.”

Questo il pensiero di John Hussman, analista e presidente della Hussman Investment Funds che nel suo commento settimanale ai mercati ha sottolineato come stiamo attualmente assistendo alla più grande bolla finanziaria della storia.
L’esperto in particolare ha posto l’accento sui valori estremi raggiunti delle medie delle valutazioni, oltre agli indicatori relativi alla capitalizzazione che si sono portati a pochi punti percentuali dai picchi del 2000, proprio poco prima dello scoppio della bolla internet.

“Nonostante le valutazioni estreme, il diffuso sentiment rialzista e la fiducia dei consumatori – sottolinaea Hussman – si registrano importanti segnali di rallentamento in particolare per i settori sensibili ai tassi di interesse. Faccio notare come venerdì scorso oltre un terzo dei titoli azionari americani si trovava già al di sotto della propria media mobile a 200 giorni”. Segnali che dovrebbero essere intesi come campanelli d’allarme, anche perchè, ribadisce Hussman, nell’ultima settimana nell’intero NYSE ci sono stati più titoli che hanno toccato i loro minimi delle ultime 52 settimane rispetto a quelli che hanno segnato nuovi massimi.

Bisogna sottolineare che il professor Hussman storicamente ha sempre mostrato scetticiscmo sui mercati cercando di prevedere imminenti crolli delle quotazioni. Spesso sbagliando la tempistica ma in alcuni casi, pensiamo al 2000 e al 2008, centrando appieno le previsioni. Non stupisce che questa nuovo vaticinio arrivi alla vigilia della riunione della Federal Reserve americana che dovrebbe ritoccare, nuovamente al rialzo i propri tassi a pochi mesi dall’intervento di marzo. 

Hussman a parte, sono sempre più gli esperti che lanciano moniti sui livelli estremamente tirati raggiunti dalle quotazioni dei mercati azionari statunitensi. La stessa World Bank ha fatto notare come l’intero mercato azionario americano supera come valutazione più del 150% del prodotto interno lordo del Paese a stelle e strisce. Numeri che invitano, quantomeno, a riflettere.