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Wall Street preoccupa la Bce, Constancio: prezzi sopra medie storiche, temiamo correzione globale

Così il numero due della Banca centrale europea: “Sicuramente, il rapporto prezzi-utili su base adjusted (dell’azionario) degli Stati Uniti è ben superiore alle medie storiche”.

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I continui record che Wall Street sta inanellando preoccupano la Bce. Lo ha confermato Vitor Constancio, vice presidente della Banca centrale europea, in una intervista rilasciata alla Cnbc.

“Sicuramente, il rapporto prezzi-utili su base adjusted (dell’azionario) degli Stati Uniti è ben superiore alle medie storiche”.

Constancio commenta così quanto emerso dalla pubblicazione, nella giornata di oggi, del report Financial Stability Review, da parte della Bce. L’istituto è preoccupato per le conseguenze che un improvviso balzo della volatilità avrebbe sui mercati globali e parla chiaramente del “rischio di un rapido repricing“, nonostante gli “indicatori relativi allo stress sistemico dell’area euro”  siano rimasti “bassi nel corso degli ultimi sei mesi”.

Così come  l’Ocse, anche la Bce crede che esista dunque il pericolo che sui mercati ci sia un ottimismo eccessivo, che potrebbe finire con il travolgere  mercati finanziari, nel momento in cui i gestori dei fondi dovessero capire di aver puntato sul rischio più del dovuto.

“La continua compressione dei premi sul rischio, la volatilità contenuta e i segnali di un comportamento, sui mercati finanziari globali, sempre più orientato al rischio, sono tutti motivi di preoccupazione, che potrebbero preludere a forti correzioni dei prezzi in futuro“, si legge nel documento della Bce reso noto nella giornata di oggi.

Constancio parla poi nello specifico del caso degli indici azionari Usa, anche se il suo avvertimento è generale, laddove sottolinea alla Cnbc che “si assiste a una volatilità molto bassa sia nell’azionario che nell’obbligazionario, e l’esperienza dimostra che in queste situazioni alcuni eventi potrebbero scatenare una improvvisa revisione delle aspettative da parte degli investitori”.

La Bce ha poi sottolineato nel suo report che, dal mese di maggio, la pressione sulle banche è diminuita, aggiungendo tuttavia anche che la loro redditività è danneggiata dall’elevato livello degli NPL.

Anche l’incertezza politica (confermata in queste settimane sia dall’impasse sulla formazione del governo in Germania che dalle trattative sulla Brexit) viene considerata elemento di rischio, che potrebbe tradursi in un aumento dei tassi di finanziamento sia per i governi che per le aziende.