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Wall Street e borse europee, bond, dollaro, oro, emergenti: gli asset buy e sell di Gundlach

Dopo i forti scossoni dell’inizio di febbraio, lo S&P 500 è tornato sopra la media mobile a 50 giorni e i titoli tecnologici hanno riagguantato i loro livelli record. Ma …

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E’ arrivato “il momento della verità”. Parola di Jeff Gundlach, tra le voci più ascoltate della comunità finanziaria internazionale, che ha parlato di mercati e altro nel corso della Strategic Investment Conference 2018.

Nel mostrare un grafico sul deficit americano in percentuale al Pil, Gundlach ha lanciato un avvertimento agli investitori, facendo notare che, considerata anche la decisione della Federal Reserve di smobilizzare il bilancio ingolfato ancora con gli asset acquistati con le manovre di Quantitative easing, il Tesoro Usa emetterà Treasuries per un valore di $2-$3 trilioni.

La situazione, ha predetto, esploderà nel 2019, quando il Quantitative Tightening deprimerà anche il sentiment. Allarme anche sul mercato immobiliare Usa, con i fondamentali che appaiono “piuttosto negativi”, in un contesto in cui i tassi sui mutui stanno iniziando a salire.

L’inflazione Usa sta inoltre avanzando, se si guarda alla componente core dell’indice dei prezzi al consumo, la cui elevata correlazione con l’indice ISM manifatturiero e il PMI suggerisce una dinamica dei prezzi ancora più al rialzo, andando in avanti.

Sul fronte delle strategie da adottare, Gundlach ha una view ribassista sul dollaro. Nel ricordare che i cicli del mercato toro e del mercato orso della valuta Usa tendono a durare 7 anni circa, a suo avviso il trend sarebbe destinato a confermarsi negativo.

L’oro, invece, potrebbe vivere una nuova fase di rally.

Guardando al mercato azionario, Gundlach mette in evidenza che il rapporto prezzi-fatturato delle aziende quotate nello S&P 500 ha raggiunto livelli decisamente elevati: dunque, per giustificare la prosecuzione del rally di Wall Street, o le vendite dovranno decollare, oppure i corsi azionari dovranno scendere.

Il ratio CAPE dei mercati emergenti, fa inoltre notare, è la metà circa di quello dello S&P 500. Di conseguenza, è possibile che i mercati emergenti salgano e Wall Street scenda. Nel corso dell’ultimo anno, sottolinea il fondatore di DoubleLine Capital, l’Europa ha inoltre sottoperformato la borsa Usa e, nelle condizioni attuali, insieme ai mercati globali, risulta al momento conveniente.

Sui Treasuries, le cose sono nettamente cambiate – con la view diventata negativa – quando i tassi a 10 anni hanno superato la soglia del 2,5%. E, ricorda Gundlach, l’azionario non sta vedendo di buon occhio quanto sta accadendo nel mercato del reddito fisso.

Volatilità e il post di Gundlach su Twitter

La view espressa allo Strategic Investment Conference 2018 ha ricalcato quanto scritto in un tweet lo scorso venerdì, quando il manager – Jeff Gundlach è anche amministratore delegato di DoubleLine Capital – ha affermato che i mercati si trovano “davanti un bivio importante”.

Gundlach si è poi posto e ha posto ai suoi follower il seguente interrogativo: “Il genio è tornato nella bottiglia? Sono scettico”.

Il riferimento è stato al trend dell’indice della paura CBOE Volatility Index (VIX), che è sceso venerdì scorso dell’11%, a 14,64 punti, ovvero a un livello inferiore rispetto al massimo di chiusura testato lo scorso 10 agosto del 2017, a 16,04 punti.

Quest’anno le cose sono andate diversamente, visto che il VIX è volato sopra la soglia di 50 punti nel caos che ha colpito i mercati all’inizio di febbraio. Motivo per cui, evidentemente, Gundlach ritiene che la recente flessione potrebbe essere solo una parentesi.

Infine, riferendosi a quanto già detto a gennaio nel suo webcast “Just Markets” – ovvero che il raggiungimento della soglia del 3% da parte dei tassi sui Treasuries decreterà la fine del mercato toro sui bond – Gundlach ha avvertito che, a questo punto, bisognerà vedere se Wall Street continuerà a salire, anche quando si troverà di fronte al “Muro della Preocccupazione”.

Da segnalare che, dopo i forti scossoni dell’inizio di febbraio, lo S&P 500 è tornato sopra la media mobile a 50 giorni e i titoli tecnologici hanno riagguantato i loro livelli record.