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Wall Street debole, a prevalere è la prudenza

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Seduta altalenante per gli indici a Wall Street, prudenti in vista del meeting della Fed della prossima settimana e appesantiti dai forti cali del settore energetico a seguito delle vendite che stanno continuando a colpire il greggio (-1,7% a 45,1$/barile). A poco più di due ore dalla chiusura delle contrattazioni il Dow Jones quota in perfetta parità, lo S&P scende dello 0,2% e il Nasdaq segna un calo dello 0,15%. Su base settimanale i tre indici registrano rispettivamente un -1,87%, un rosso di 2 punti percentuali e un -0,8%.

“La nostra nuova stima sui prezzi del Wti (il benchmark di riferimento negli Stati Uniti, ndr) a 1-3-6 e 12 mesi si attesta a 38, 42, 40 e 45 dollari il barile (da 45, 49, 54 e 60$/barile, ndr)”, si legge in una nota diffusa da Goldman Sachs. Nel report, intitolato “The New Oil Order”, l’istituto newyorkese non esclude una discesa dei prezzi in quota 20 dollari: anche se “non rappresenta lo scenario base […] le possibilità di una discesa a questi livelli […] continuano ad aumentare di pari passo con l’incremento degli stoccaggi”.

In agenda macro gli aggiornamenti relativi l’indice dei prezzi alla produzione di agosto, stabile su base congiunturale, e la fiducia dei consumatori (Università del Michigan, dato preliminare), scesa più del previsto a 85,7 punti nel mese corrente.