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Wall Street: i dati negativi allontanano le probabilità di una stretta monetaria e spingono i listini

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Rimandata la stretta della Fed. I deludenti dati provenienti dal Department of Labour Statistics negli Stati Uniti hanno messo in luce che i nuovi posti di lavoro creati nel mese di agosto sono stati 151mila rispetto ad attese di 180mila, mentre il tasso di disoccupazione si è allineato a quello precedente al +4,9% (ma il consensus stimava un +4,8%).

I dati di oggi hanno completato il quadro già avviato ieri con la pubblicazione dell’ISM Manifatturiero, in forte calo sotto la soglia dei 50.

Questo scenario ha determinato forti vendite del dollaro americano che ha reagito in automatico, con il cambio contro l’euro schizzato a 1,1235 dopo la lettura del dato, scontando il quadro economico meno positivo delle attese delineato dai dati macroeconomici.

Ora gli investitori attendono quali saranno le ripercussioni sulle manovre Fed. Janet Yellen infatti potrebbe interpretare tale rilevazione con un ulteriore passo indietro rispetto al proposito di aumentare i tassi di interesse entro l’anno.

Proprio questa logica ha dominato l’azione dei listini che, di contro, sono stati subito investiti da forti acquisti dal momento che i dati appena descritti giocano a loro favore: i dati negativi allontanano l’ipotesi rialzo dei Fed Funds e sono funzionali agli alti valori delle azioni che beneficiano dall’azzeramento dei tassi.

In questo quadro i 3 principali indici statunitensi hanno aperto sopra la parità Al momento il DDow Jones è scambiato in rialzo dello 0,56%, il Nasdaq guadagna lo 0,4% e lo S&P500 il +0,5%. Eventuali salite di quest’ultimo sopra 2.185 punti alimenterebbero un ritorno verso i massimi.