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Wall Street chiude l’ottava (e novembre) in parità

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Seduta all’insegna della prudenza per gli indici statunitensi. L’incertezza che fa da corollario alle trattative anti-fiscal cliff continua (e continuerà) a condizionare l’andamento delle borse statunitensi che chiudono l’ottava e il mese in perfetta parità. Non hanno aiutato le dichiarazioni dello speaker della Camera, John Boehner, che parlando delle trattative per evitare il baratro fiscale ha rimarcato che si trovano “in una fase di stallo” definendo “non seria” la proposta avanzata dal presidente Obama (1,6 mila miliardi di dollari di nuove entrate fiscali e meno di 400 miliardi di tagli alla spesa pubblica). Indicazioni negative sono arrivate anche dai dati macro. A ottobre le spese personali sono scese dello 0,2% mentre i redditi dei consumatori non hanno fatto registrare variazioni (consenso +0,8% e +0,2% m/m). In crescita, anche se meno delle attese, il Pmi Chicago, salito a novembre a 50,4 punti. Il Dow Jones ha chiuso a 13.025,58 punti (+0,03%), lo S&P a 1.416,18 (+0,02%) e il Nasdaq a 3.010,24 (-0,06%). Su base settimanale i tre indici hanno registrato un +0,12, un +0,5 e un +1,46% mentre nell’intero mese di novembre il saldo segna rispettivamente un -0,55%, un +0,29% e un +1,11%.

Tra le storie in evidenza crollo verticale per Yum! Brands (-9,92%), la società cui fanno capo le catene KFC e Pizza Hut, che ha tagliato la guidance 2013 a causa dell’andamento delle vendite in Cina. La notizia ha spinto Barclays a ridurre il prezzo obiettivo da 72 a 68 dollari mentre il giudizio di Ubs è passato da “buy” a “neutral”. JPMorgan (-0,34%) ha invece confermato il giudizio “overweight” precisando però che nel breve termine McDonald´s (+0,64%) e Starbucks (+0,14%) “garantiscono un maggior potenziale rialzista”. Segno meno anche per Zynga (-1,86%) che ha rinegoziato l´intesa siglata due anni fa con Facebook (+2,49%).